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Marozzi (TheGoodOnes): “Il social marketing punto di partenza per la costruzione di una strategia integrata”

Quanto vale un 'like' su Facebook? Sul web contano di più milioni di internauti 'distratti' o piccole comunità di appassionati? Per dare una risposta a questi interrogativi TheGoodOnes organizzerà il prossimo ottobre a Milano l'incontro 'Cpm vs like: l'influenza delle donne nel social engagement'. Per farlo la società specializzata in social marketing e digital pr ha scelto il contesto della Settimana della Comunicazione 2011, terreno ideale per avviare un confronto costruttivo sull'evoluzione del mezzo internet. “La tavola rotonda – spiega Marco Marozzi, fondatore di TheGoodOnes – è parte di un progetto più ampio avviato con Secretary.it, la più importante community di assistenti di direzione in Italia. Partiamo da questa significativa case history per portare al centro del dibattito le donne e i loro comportamenti online. La nostra analisi parte dalla componente femminile degli utenti internet perché proprio le donne si sono dimostrate in questi anni più sensibili alla rivoluzione tecnologica in atto. E la fotografia è chiara: non possiamo più misurare il web solo in termini di impression, ma dobbiamo esplorare i processi di conversazione online”. Un approccio nuovo che spesso è richiesto dalle stesse aziende e che il mercato delle agenzie e dei centri media non è sempre in grado di recepire. “Per questo – continua il manager – è necessario svolgere un'attività 'educativa'. Aiutare gli operatori del settore a comprendere il valore della social influence e quanto questa possa incidere sul successo di un brand. I 'like' sono solo la punta dell'iceberg, oggi noi abbiamo strumenti per misurare il coinvolgimento, per favorire le conversazioni e tenere monitorati i processi di viralizzazione delle informazioni”. Siamo di fronte a dinamiche che le imprese devono imparare a conoscere, perché come sottolinea lo stesso Marozzi “le aziende non possono permettersi di stare fuori dal mondo dei social. Questo non vuol dire cancellare i banner, ma è comprovato dai numeri che i contenuti di tipo editoriale, come un post all'interno di un blog, ottengono un maggior numero di visualizzazioni e favoriscono la fidelizzazione verso la marca. Perché l'obiettivo è entrare in connessione con gli influenzatori della rete. Una rete che ormai è fatta di migliaia di community monotematiche che le aziende devono imparare a corteggiare giorno per giorno”. Ed è questa la mission di TheGoodOnes che dal 2009, anno della sua fondazione, ad oggi ha lavorato per diffondere la cultura del social marketing in Italia. “Una politica – sottolinea Marozzi – che ci ha consentito di crescere non solo in termini di fatturato, ma anche di reputazione. In questi anni, attraverso il nostro blog rivolto principalmente alla comunità professionale, abbiamo condiviso le nostre case history. Negli ultimi mesi abbiamo realizzato progetti importanti per Mondadori e per la multinazionale del settore creditizio Crif, ma anche operazioni legate all'e-commerce per aziende a filiera etica. Ma ci tengo a dire che per una realtà come la nostra la comunicazione non si ferma al social marketing: noi ci focalizziamo su queste competenze con la convinzione che da qui si possa partire per costruire una strategia integrata capace di includere l'advertising classico. Per contro credo che non sia possibile il processo inverso”.
di Andrea Crocioni

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