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Cultura partecipativa.

La cultura partecipativa è un concetto opposto alla cultura del consumatore, in altri termini, una cultura in cui i privati (il pubblico) non agiscono solo come consumatori, ma anche come contributori o produttori (prosumer). Il termine è più spesso applicato alla produzione o alla creazione di alcuni tipi di media pubblicati. I recenti progressi nelle tecnologie (principalmente personal computer e Internet) hanno permesso alle persone private di creare e pubblicare tali media, solitamente attraverso Internet.

Poiché la tecnologia ora consente nuove forme di espressione e coinvolgimento nel discorso pubblico, la cultura partecipativa non solo supporta la creazione individuale ma anche relazioni informali che accoppiano i novizi con gli esperti. Questa nuova cultura in relazione a Internet è stata descritta come Web 2.0. In telecomunicazioni e informatica per Web 2.0 si intende la fase del Web, successiva al Web 1.0, caratterizzata dalla possibilità degli utenti di interagire e modificare i contenuti delle pagine web online.

Il crescente accesso ad Internet gioca una parte fondamentale nell'espansione della cultura partecipativa; consente sempre di più collaborare, generare e diffondere notizie, nonché idee e lavoro creativo; financo connettere persone che condividono interessi e obiettivi affini (vedi comunità virtuale). Il potenziale della cultura partecipativa per l'impegno civico e l'espressione creativa è stato indagato dallo studioso dei media Henry Jenkins.

Il giornalismo partecipativo è uno dei fenomeni più diffusi nell'era digitale: è un movimento nato alla fine degli anni novanta, fuori dalle redazioni, frutto della cultura partecipativa. Tom Curley, il direttore dell'Associated Press, ebbe a dire: «come abbiamo potuto vedere chiaramente negli ultimi anni, i consumatori vorranno utilizzare la natura interattiva di internet per partecipare direttamente allo scambio delle notizie e delle idee. L'informazione come lezione sta lasciando spazio all'informazione come conversazione».

Internet, oggi, è sinonimo di globalizzazione. Avere un sito internet significa possedere una vetrina sul mondo, farsi conoscere dappertutto. Dicendo: «vado su internet!» La gente afferma che intende visitare i siti del World Wide Web. È quindi più simile all'insieme delle entità che lo popolano, piuttosto che all'insieme delle reti di cui è costituito. È più simile alla definizione di insieme degli iperoggetti di Tim Berners Lee: il WWW; cioè qualcosa di staccato dall'infrastruttura fisica che, invece, potrebbe subire modificazioni. Importantissima è la capacità dei browser di vedere internet dando la possibilità di interpretare il maggior numero di entità possibili.

 

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera.