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L'uomo e la sua evoluzione.

Qualunque sia il soggetto trattato, questo è immancabilmente svolto in funzione dell'uomo e dell'uso che ne può fare per una migliore comprensione di sé e per una più adeguata condotta di vita. «Così come l'universo è nato dal fuoco e dall'acqua, per entrare in questo stato di coscienza superiore chiamato Regno di Dio anche l'essere umano deve nascere dal fuoco e dall'acqua, poiché trasferiti sul piano spirituale: il fuoco è la saggezza e l'acqua è l'amore».

«Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere». Daniel Pennac nel saggio, affronta il problema di come si possa aiutare i giovani a trovare l'amore per la lettura con metodi alternativi dal punto di vista sia di romanziere sia di professore, cercando di riproporre "i libri come amici e non come mattoni". Il libro deve essere parte della formazione dell'uomo, che parte dal bambino, a cui i genitori leggono le favole, per passare all'adolescente, che si ribella e combatte contro la monotonia dei testi obbligatori scolastici, fino ad arrivare al vero lettore.

Ricorrenze: sessantotto anni fa moriva l'illustre compaesano prof. Paolo Ricca Salerno, economista, ordinario di Economia presso le Università di Messina e Palermo, preside della Facoltà di Economia di Palermo e ancora componente del Consiglio di Amministrazione del Banco di Sicilia, componente della Commissione che elaborò lo Statuto della Regione Siciliana e soprattutto "padre costituente" che, assieme all'amico Luigi Einaudi, diede un contributo alla elaborazione del titolo III della Costituzione. Paolo Ricca Salerno ha ricoperto incarichi di primissimo piano ed è stato protagonista della storia italiana e riferimento importante nell'ambito della ricerca universitaria.  

In contatto con Churchill, Roosevelt e Keynes è stato tra i primi a parlare di Federalismo fiscale e ad Acquedolci sosteneva la necessità di una autodeterminazione della popolazione. È perciò il grande teorico dell'Autonomia di Acquedolci, che verrà ottenuta diciotto anni dopo la sua morte. La Commissione di Referenti, in occasione del cinquantesimo anniversario di Acquedolci Comune Autonomo, lo ha ricordato lo scorso diciannove luglio. La sua figura rimane a sessantotto anni dalla morte un riferimento importante per la scienza economica. Nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, un’aula porta il Suo nome.

«Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio 'cunto', passare tra il pubblico con la coppola in mano». Diciotto luglio 2019, la morte di Camilleri, le frasi più belle del maestro siciliano. Eccone alcune delle più belle della vita e della carriera di Andrea Camilleri, lo straordinario scrittore siciliano morto a Roma a 93 anni. Riflessioni sulla vita e sulla morte, sul suo lavoro, sulle piccole cose e su tanto altro: «sarei felice se si aprisse questo soffitto e scendesse un signore e mi dicesse: sono William Shakespeare, sa che il suo Montalbano mi piace proprio». In realtà sono molto umile, ma è bello sognarlo. L'umanità è su un crinale. «Abbiamo scoperto la chiave di accelerazione del pensiero, ma basta un niente per sbagliare la gestione di queste invenzioni. La rete per il 90% è una fogna, invece potrebbe essere il principio di conoscenza che andiamo da secoli cercando: condividere, non essere isole. Un passo avanti può essere un passo verso l'abisso o verso la vita. Per questo mi fa paura il futuro, per questa scelta. Siamo a una svolta epocale vera. Ne siamo messi alla prova in questi giorni, ma o ci si salva tutti uniti, in futuro, o non si salva nessuno. Tra siciliani, un vero amico non deve chiedere all’altro una qualche cosa, perché non c’è bisogno, in quanto sarà preceduto dall’offerta dell’amico, che ha intuito la domanda che sarebbe arrivata. La percezione del tempo, soprattutto in certe situazioni di forte emotività, subisce delle notevoli alterazioni, ore trascorrono in un lampo e pochi minuti durano un’eternità».