"Sapere Audere". E poi, incidere

 

Sommario:
Saper osare. Ma poi, occorre sapere incidere. Altrimenti, la mancanza di efficacia risulterà in una situazione peggiore e più difficile da modificare della precedente.

E-book? Dopo, dopo...

'Il cinema, come travolgente, rivoluzionario fenomeno sociale -- scriveva il 29 agosto Giulio Tremonti sul Corriere della Sera --,  non nasce quando i fratelli Lumière filmano e trasmettono un fatto vero: il treno che entra in stazione. Ma quando si cambia linguaggio, quando si inventano i fatti, quando la mente osa spingersi in domini nuovi.

'Per noi oggi la stazione non può essere solo un punto di arrivo. Deve essere anche un punto di partenza. Dunque, sapere audere: osare sapere, sapere osare'.

Nell'articolo, l'ex ministro dell'Economia sosteneva, con visione e prosa entusiasmanti, l'importanza che avrebbe l'introduzione del libro digitale (o e-book) nella scuola italiana sia per l'enorme risparmio di denaro per le famiglie che per favorire la diffusione di massa della cultura informatica.

Ma al solo pensare il contrasto fra lo stato -- arcaico e frammentario -- dell'uso delle tecnologie telematiche nella scuola e nella pubblica amministrazione italiana, e l'origine del monito -- il ministro uscente più potente della vicenda della Repubblica, con ben 7 vecchi dicasteri accorpati nel nuovo ministero dell'Economia -- si rivelano subito i rischi più grandi dell'azione manageriale: il velleitarismo e l'inconcludenza.

Elefanti elettronici vs. cabine anni '50

Brasile, autunno 2002. Centodieci milioni di persone votano il loro presidente con un semplice e affidabile sistema digitale.

India, primavera 2003. Un miliardo di cittadini votano il loro Parlamento con un sistema digitale semplice da usarsi ed affidabile che in alcuni villaggi viene trasportato con... gli elefanti.

Italia, estate 2004. Si vota ancora -- persino alle elezioni europee -- in squallide e storte cabine di legno con la porta che si apre, schede-elettorali formato lenzuolo e matite che non scrivono.

Eppure, dalla metà del 2001, l'ex capo di Ibm in Italia era diventato ministro dell'innovazione tecnologica. Mille progetti; il 'portale' Italia.gov.it, il nuovo ministero, ma poi, ad ognuna delle 3 leggi di bilancio che lo hanno riguardato, Lucio Stanca raccoglieva le briciole. Qualche finanziamento per l'acquisto dei pc da parte degli studenti prima e dei professori ora, per fare anche contente le case produttrici, e va bene così. 

Ma non si pensi che la cosa riguardi solo la coalizione politica oggi al governo in Italia: quella oggi all'opposizione nulla aveva fatto nei 5 anni cruciali dal 1996 al 2001 (e con ben tre governi differenti) per favorire una diffusione reale della cultura informatica fra la popolazione.

Giusto per restare all'esempio del libro, Internet ne porta le idee e lo stile in ogni luogo a un costo in cui è eliminato ogni vetusto balzello come quello imposto dagli editori ad autori e lettori.

A tutti i lettori. Anche quelli che un computer non hanno nessuna intenzione di accenderlo.

Scenario: Qualità, giusto per citare un caso a noi ben conosciuto, è acquistabile soltanto su Internet; e viene venduto ad italiani sparsi in tutto il mondo. Non ci sono scorte di libri invenduti. Esce fra pochi giorni nella ottava edizione in 30 mesi. Ed è continuamente aggiornato, migliorato e rinnovato.

Vi meraviglia che pochi giorni dopo il suo articolo, a Tremonti abbia risposto stizzito l'accademico di turno accusando l'ex ministro di vaneggiamenti futuristici?

Saper incidere

D'altra parte, l'azione manageriale è per sua natura sempre protesa al cambiamento. Essa opera nella vita e nel mercato, in cui l'unica costante è il cambiamento determinato dall'innovazione, dalla competizione e dall'ingresso di nuovi protagonisti e di nuove idee.

E siccome nella vita degli Stati vige una dialettica che è la stessa, il fatto che l'India e il Brasile votino con i computer significa che lì la cultura informatica si propaga ogni giorno che passa fra la popolazione; e che quei Paesi in meno di 20 anni avranno scalzato l'Italia da qualsiasi classifica: dal reddito alla produzione scientifica e industriale.

Come infatti sta avvenendo.

'Tutto possiamo permetterci. Tranne il declino', aveva detto profetico lo stesso Tremonti agli industriali italiani riuniti a Milano poco prima di lasciare il suo ufficio.

Ma oltre che necessario, saper incidere, è del tutto possibile, pratico e conveniente anche nell'Italia del 2004. Lo dimostrano le decine di migliaia di imprese italiane non protette dalle rendite -- da Merloni a Miceli -- e le centinaia di piccoli e grandi centri -- da Soveria Mannelli a Palermo -- che usano Internet e l'informatica per migliorare la vita delle persone, divertirsi, lavorare, conoscersi e scambiarsi idee e informazioni.

E lo dimostrano ogni giorno italiani di ogni età e regione come Antonio Tombolini, Stefano Hesse, Claudio Santori o Rudy Belcastro.

Sono loro -- la punta dinamica della società italiana -- a dover mettersi in rete, fare sistema ed esprimere la nuova classe dirigente che serve all'Italia per abbandonare velleitarismo e impotenza e iniziare il cambiamento che ci serve per tornare grandi.

Chiunque condivida responsabilità dirigenziali, dovrebbe iniziare a farlo -- e subito -- partendo da se stesso e dalla propria organizzazione.

Per saperne di più

Mario Pagliaro, L'impresa snella, la retorica e la qualità (corso sul management e la comunicazione, Roma, 26-27 ottobre 2004) e Scenario: Qualità. Le idee e i metodi delle organizzazioni del XXI secolo.

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