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12 - Design dell'interazione: il progetto www.comunitazione.it (3)

Design dell'interazione. Un'esperienza di progettazione: www.comunitazione.it :-)

Gli elementi del design dell’interazione.

Suddivisione funzionale della pagina[1]

La pagine di comunitàzione è stata divissa in cinque aree funzionali principali:

a) una testata: dove trovano posto il logo, la navigazione principale, il menu istituzionale, la mappa e le informazioni per contattare gli amministratori del sito;

b) un menu laterale a sinistra: dove viene collocato il menu di navigazione tra le aree e le sottoaree di interesse del sito;

c) un menu laterale di destra: che rappresenta la navigazione secondaria, link esterni di interesse correlato agli argomenti del sito, articoli di interesse generale. Un piccolo riassunto in realtà di dei contenuti presenti sul sito di comunicazione;

d) un piede della pagina: che fornisce informazioni sui credits, la tutela della privacy e altre informazioni utili per contattare l’autore e l’editore del sito.;

e) il centro della pagina, dove trovano spazio le news, gli articoli, i box di notizie.

Il centro della pagina è stato a sua volta suddiviso in tre aree:

e.1) la prima area in ordine di scansione oculare, è dedicata all’argomento “in copertina”, dove di volta in volta vengono posizionati gli articoli più interessanti per gli utentiin un dato periodo del mese;

e.2) di fianco all’area “in copertina” si trovano le news e i comunicati stampa aziendali;

e.3) subito sotto le prima due aree, c’è lo spazio dedicato alle novità presenti sul sito, suddiviso in aree di interesse.

Questo tipo di impostazioni dei siti web, è prevalsa fortemente sulle altre, soprattutto nei casi di portali e vortali, perché sembrano ben rispondere alle domande principali di un utente. Alcune ricerche hanno dimostrato che le aspettative degli utenti sulla localizzazione in una pagina web di una serie di informazioni ricalchi esattamente lo schema di comunitàzione. Essi si aspettano, ad esempio, di trovare in alto a sinistra il logo del sito, con di fianco la search box[2]. Come si diceva nelle pagine precedenti, un buon design dell’interazione rispetta delle regole standard. questo non significa limitare la creatività e l’inventiva del progettista, ma semplicemente rispettare l’utente e progettare per i suoi obiettivi.

L’uso dei colori e dei menu di navigazione.

L’interaction design non può prescindere dell’inforrmation design. Nathan Shedroff ha anche avanzato l’ipotesi di una teoria unificatrice del design[3].

Il risultato di questa integrazione teorica, da vita all’information Interaction Design, che

è l’intersezione delle discipline note come Information Design, Interaction Design e Sensorial Design. Le radici dell’Information Design affondano nell’editoria e nel design grafico, benché siano pochi in questo settore coloro i quali la praticano intenzionalmente. L’Information Design ha come oggetto l’organizzazione e la presentazione dei dati, la loro trasformazione in informazione utile e significativa[4].

La comprensione di cosa sia effettivamente l’Information Design deve partire dalla considerazione di fatto: siamo immersi nei dati, più che nelle informazioni. La capacità di organizzare, trasformare e presentare questi dati permette di avere il valore informativo.

Richard Saul Wurman ha descritto questo fenomeno nel suo libro Information Anxiety. Per la maggior parte di noi, i singoli dati sono per lo più privi di un qualsiasi valore; sono il risultato di ricerca, o di processi di creazione (come ad esempio la scrittura), ma non sono un prodotto adeguato alla comunicazione. Per avere un valore informativo, devono essere organizzati, trasformati e presentati in un modo che conferisca loro un significato.

Come organizzare i dati di comunitàzione.it in informazioni coerenti per gli utenti era una sfida interessante. Gli argomenti da trattare e le relative discipline scientifiche, la vastità dell’argomento e il fattore che potenzialmente tutto è un fatto comunicativo, rappresentavano i più forti fattori di svantaggio per un coordinamento dell’informazione efficace.

Si è pensato per ovviare il problema, di progettare l’information design seguendo, ancora una volta, gli obiettivi degli utenti. Il sito è stato suddiviso in 5 macroaree, ognuna delle quali è a sua volta suddivisa in aree e sottoaree. Le macroaree sono:

nella macroarea La Comunicazione, dove trovano posto le diverse discipline scientifiche;

la macroarea Le Rubriche, è stata creata appositamente per dar spazio ai diversi autori, ricercatori e docenti, saggi della materia che possono così curarsi una rubrica a cadenza stabilita, per fissare degli appuntamenti con i loro lettori;

nella macroarea L’Università, invece, trovano spazio interventi dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Scienze della Comunicazione, informazioni sui Corsi di Laurea e le tesine degli utenti;

Le news, dove vengono archiviati comunicati stampa e notizie su eventi, manifestazioni, master universitari;

La Comunità di comunitàzione, con tutte le informazioni sul progetto, un forum e un blog libero.

Come è evidente dalle icone di fianco ad ogni macroarea, esse sono state suddivise anche per colori diversi. L’uso dei colori per suddividere le macroaree di interesse di un sito è un’altro aiuto all’utente che gli consente di sapere sempre e comunque in quale macroarea del sito si trova in un determinato momento e a quale argomento si riferisce l’elaborato che sta leggendo.

Se si guarda la figura, l’area di interesse dell’elaborato in oggetto, è evidenziata, nel menu con un colore più chiaro degli altri menu, ed è evidenziata anche dall’essere racchiusa tra due parentesi quadre. E’ facile per l’utente capire che si trova nell’area de La Pubblicità. La freccia verde, sotto il titolo Il caso e il copywriter, evidenzia invece la macroarea in cui è posizionata l’area La Pubblicità, verde, quindi nella macroarea La Comunicazione.

I Link di approfondimento

Quando un utente sta leggendo un elaborato, grazie a delle interviste eseguite, si è potuto stabilire che egli potrebbe voler approfondire l’argomento in tre direzioni:

a) approfondire l’argomento in profondità, continuando la propria ricerca sull’argomento trattato nell’elaborato;

b) continuare a leggere elaborati dello stesso a


[1] Si fa qui riferimento alla suddivisione funzioale delle pagine. Per un approfondimento della materia, Boscarol, M., Ecologia dei siti web, Hops Libri, Milano, 2003
[2] Search box, è la definizione specialistica che indica la casella in cui inserrire la stringa da cercare all’interno del sito.
[3] dal sito www.nathan.com
[4] Rimandiamo per un approfondimento sull’argomento al sito dello stesso autore, www.nathan.com o alla traduzione italiana di questo argomento a cura del professor Giovannini, www.informationdesign.it

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