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Mentre l'internet batte le edicole, l'on line seduce carta e penna

C’è chi l’ha preconizzata per il 2043; c’è chi invece ha fatto i suoi pronostici su un lasso temporale decisamente meno esteso. Fatto sta che alla fine, anche se qualcuno ha pur sempre sposato la teoria del suo tracollo con non poche perplessità, il coro risulta pressoché unanime: la carta stampata, in un futuro nemmeno troppo lontano, è destinata a cedere il passo all’on line cui il mondo editoriale guarda da tempo con sempre maggiore interesse.
E mentre Arthur Sulzberger Jr, editore del New York Times, già teorizza la “messa da requiem” per la versione cartacea del suo colosso mondiale, che entro i prossimi 5 anni potrebbe esistere unicamente sul Web (attualmente oltre 1,5 milioni di utenti ne consultano l’edizione on line contro le 1,1 milioni di copie vendute ogni giorno), anche in Italia il dibattito si fa sempre più intenso e lo scenario, dalla punta al tacco, passando per il collo dello Stivale, decisamente piu’ frizzante.
A dieci anni dalla nascita dei primi prodotti elettronici (pioniera l’ Unione Sarda di Nicola Grauso nel 1994), acerbi tentativi di sperimentare la rete quale nuovo strumento da affiancare alla carta per veicolare le informazioni, il giornalismo on line si veste oggi di indumenti nuovi e inconfondibili. Fa della rapidità e dell’immediatezza la propria filosofia; esige nuove competenze; trasforma le pagine dei giornali in ipertesti ove suoni, parole, immagini, filmati e colori convivono in un unicum omogeneo; annulla il tradizionale confine tra giornalista e lettore, consentendo a quest’ultimo di produrre, commentare e approfondire le notizie, anziché limitarsi alla sola lettura delle stesse; solleva importanti questioni deontologiche e giuridiche e ridisegna uno scenario tutto nuovo che impone alla categoria capacità di adattamento e apertura all’innovazione.
“Ciò che caratterizza la notizia è l'elemento della novità. Internet permette davvero un'informazione in tempo reale e in questo batte in modo assoluto la carta stampata. Il futuro è la rete”. Non ha alcun dubbio a riguardo Angelo Perrino, direttore di Affari Italiani, primo quotidiano on line lanciato nel 1996, progetto vincente della nuova editoria digitale e tra i relatori al Convegno nazionale sulla “Comunicazione multimediale: lo stato dell’arte” organizzato dal GSA-Sezione friulana (Giornalisti Specializzati Associati) sabato 3 febbraio, nella prestigiosa cornice udinese di palazzo Belgrado. Obiettivo: fare il punto della situazione, sia in Italia che in Friuli, sul presente e sul futuro dell’informazione in rete ove il giornalista, ha analizzato Michele Ficara Manganelli, presidente Assodigitale, si reinventa. E proprio nel salone centrale, custode di uno dei cicli pittorici piu’ importanti dell’artista comasco Giulio Quaglio, di fine Seicento, la riflessione sul rapporto tra nuove tecnologie e informazione ha raggiunto l’apice attraverso la voce e l’analisi di un prestigioso parterre di esperti nazionali della stampa multimediale. Dai blog, webzine e newsletter, nuove frontiere di un’informazione fortemente interattiva che non conosce confini, alle conferenze stampa on line e agli ipertesti presentati da Francesco Pira, docente di comunicazione sociale all’università di Udine; da “Radio Alzo Zero”, diretta da Roberto Zarriello e dalla prima web radio dell’ateneo udinese in partenza nei prossimi mesi, alle esperienze dei giornali elettronici in Italia ed in Friuli, esempi interessanti di sinergia tra informazione tradizionale e nuove tecnologie; dall’integrazione dei media, che per il presidente dell’ANSO, Luca Lorenzetti, è capace di generare nuovi palinsesti, delineando altresì ulteriori possibilità per l’informazione stessa, agli sviluppi e potenzialità della comunicazione multimediale secondo Luca Oliverio, Responsabile del progetto Comunitàzione.it. Dagli aspetti giuridici, che dovrebbero regolamentare il giornalismo elettronico e per il quale non sempre possono valere le regole applicate all’informazione della carta stampata, come ha precisato l’avvocato udinese David D’Agostini, ai risvolti psicologici legati all’utilizzo della rete. “In generale si ritiene che su Internet si trovi sempre la verità - ha precisato Paolo Zucconi, psicoterapeuta comportamentale e presidente vicario per il Nord Italia di Gsa - La difficoltà sta pertanto nella scelta dell'informazione competente e corretta”.
Sui nuovi canali mediatici e sul futuro dei supporti informatici, Massimiliano Fanni Canelles, dirigente medico e direttore di SocialNews.it, organo di divulgazione del Ministero della giustizia. A chiudere i lavori di un evento che promette di essere riproposto annualmente, quale osservatorio fedele sul rapporto tra new media e utenza, Roberto Bonin, presidente nazionale GSA.
E se di passi, da quel famoso 1994, ne sono stati dunque compiuti davvero tanti ed in pochissimo tempo, di strada ne resta ancora da fare. “La certificazione delle informazioni, la necessità di vincere la pigrizia del giornalista da scrivania e monitor così come la dipendenza dalle agenzie sono necessità assolute - ha spiegato Fabio Folisi, direttore di Friulinews.it – Solo se si uniranno le migliori qualità della professione “tradizionale”, quella che vede la notizia come punto di partenza e non di arrivo del lavoro, la professione di giornalista potrà essere ancora quella che un tempo faceva sognare i giovani”.

Carolina Laperchia
(GSA-Sezione friulana)

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