La scuola cambia?

La domanda che mi pongo da tempo è: La scuola sta cambiando?O sono coloro i quali la vivono che tendono a distaccarsi dalla pratica "istituzionalizzata" creando qualcosa di nuovo?
E' innegabile che il web 2.0 abbia dato un contributo notevole a chi voleva e vuole fare networking intorno ai temi riguardanti la scuola. Ne parla molto bene di questo Antonio Sofi, anch'egli docente-blogger.

Ma ne potrei citare tantissimi di docenti-bloggers che da circa 5 anni si sono e si stanno applicando in questo nuovo movimento o moda.
La differenza sostanziale tra un movimento ed una semplice moda è che mentre il primo nasce da un conflitto ed è generato da una utilità di fondo, la moda per definizione non è utile. Ross infatti afferma " Il progresso segue le linea del beneficio sostituendo sempre ciò che è meglio si adatta non torna mai su se stesso. La moda invece si muove a cicli"

Il prof. Francesco Consoli, da qualche tempo anche lui docente-blogger, sostiene una tesi sul suo libro Le mode professionali , per cui dice che :

La tesi che sostengo è che l'adozione di una moda può essere interpretata come una partecipazione, nella forma del coinvolgimento individuale, ad un movimento collettivo[...]
La maggioranza degli studi sulla diffusione delle innovazioni parte dal postulato che il movimento collettivo sia la risultante di una molteplicità di decisioni non solo individuali, ma "private".[...]
La pratica professionale e organizzativa è il luogo dove avvengono le scelte. Tale luogo anche per il suo carattere tacito ed implicito, può essere considerato come uno spazio privato all'interno del pubblico nel quale rientra pur sempre l'impegno lavorativo e professionale. Ciò è tanto più forte tanto più la pratica del professionista si sviluppa in un rapporto diretto e coinvolgente con i propri utenti al riparo dalla visibilità diretta degli altri colleghi.
Penso al caso degli insegnanti della scuola: la quotinianità del rapporto, il carattere meno specilistico dell'intervento e l'elevata eterogeneità degli studenti, la complessità delle decisioni e delle valutazioni da prendere quotidianamente a livello di individui e di gruppi lasciano un margine rilevante alla discrezionalità personale nella gestione della pratica.[...]
è costitutivo delle occupazioni professionali l'operarenella tensione tra il mondo "pubblico" degli standard e quello "privato" delle pratiche . Questa tensione ha inoltre un carattere dinamico , nel senso che intercetta la biografia professionale, la carriera del professionista.I cambiamenti mettono in tensione il rapporto tra questi due poli, sia che provengono dalla pratica,sia che provengano dall'esterno di essa , dalla sfera pubblica. L'adozione dei cambiamenti che provengono dall'esterno del "privato" della pratica diretta comportano uno slittamento di attenzione verso il polo"pubblico" e collettivo delle profesisone. Vi è quindi più che una semplice analogia tra adesione alle mode e partecipazione ai movimenti sociali, nella misura in cui questo slittamento non avviene nell'isolamento , ma all'interno di un movimento collettivo e la scelta a favore di esso è mediata dalla adesione a tale movimento.

Alla luce di quanto detto dal prof. Consoli vorrei porre una domanda a tutti i docenti-blogger in lettura: Cosa pensate in merito alla moda(nel senso di movimento) dei blog nella didattica?

Passo la parola ad alcuni docenti blogger che leggo spesso, ma naturalmente la parola è aperta a tutti...anzi se passata la palla a chi pensate possa rispondere a riguardo è un gran piacere.

Allora a voi:



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Vi lascio anche delle slides in merito spero possano interessarvi

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