2013. Portaci fortuna, con uno sguardo rivolto al futuro

L’infausta previsione dei Maia non si è avverata: al di là delle facili e scaramantiche battute, state leggendo questo editoriale. La famigerata data del 21 dicembre 2012 è passata lasciandoci indenni. Ciò porta comunque ad una considerazione. I Maia, grandi conoscitori dei misteri dell’universo, avevano predetto un evento catastrofico per rappresentare, forse, il cambiamento epocale a cui stiamo assistendo e che, speriamo, veda il suo acme in questo dicembre. Come imprenditore, sono ottimista! Ottimista per natura e per convinzione. Pertanto, mi piace credere che il 2013, a dispetto del numero, sia un anno di rinascita e riconsegni il Paese al lavoro, alle imprese, ai cittadini. Un anno che veda una riduzione della pressione fiscale e della spesa pubblica senza controllo, una burocrazia più efficiente; una maggiore consapevolezza che, insieme ai diritti, esistono i doveri che ognuno ha nei confronti della comunità. E’ un auspicio che vorrei condividere con tutti i colleghi che, ogni mattina - nonostante la crisi, la carenza di liquidità, le difficoltà di accedere al credito, le tasse, la burocrazia, la competizione internazionale - si svegliano e si attivano, pensando alla grande responsabilità che hanno nei confronti della propria famiglia, dei collaboratori e del territorio. Queste persone, ogni giorno, si rimboccano le maniche e si dedicano con passione alla propria azienda. Nell’attuale contesto, non è facile! E, per questo, a tutti indistintamente va il mio ringraziamento, nella convinzione che, con ulteriori piccoli/grandi sforzi, già da domani potremo creare i presupposti per vivere tempi migliori. Un abbraccio ideale e la vicinanza mia e degli associati di Confindustria voglio dedicare ad uno dei principali motori dell’economia, un grande valore delle nostre imprese: i collaboratori. Uomini e donne che, con gli imprenditori, realizzano prodotti e servizi straordinari, che hanno reso famosa e apprezzata l’Italia nel mondo. Un pensiero particolare va a chi, purtroppo, per la crisi di mercato, ha chiuso la propria azienda, è in cassa integrazione o è senza lavoro. Questa crisi ha imposto grandi sacrifici, importanti rinunce, ma, spero, non tolto la voglia e il desiderio di continuare a lottare credendo nel valore delle imprese, per un futuro per sé e per i propri figli. Importante, chiaramente, in questo quadro, è stringere un rapporto più forte con le Istituzioni, le altre Associazioni di Categoria e con il Sindacato che, sono sicuro, saprà offrire occasioni per un confronto costruttivo. Alla politica, che si appresta a giocare una delle partite più importanti per il Paese, stante l’imminenza della tornata elettorale, chiediamo grandi sforzi, al pari di quelli che tutti stanno sopportando ormai da tempo. La demagogia non serve! Ci aspettiamo senso di responsabilità e attività con prospettive reali. Per anni, tanti, troppi hanno vissuto, incuranti del futuro e di quanto “bene” pubblico si stesse sperperando. Urgono, lo sappiamo, tagli netti agli sprechi che in Italia sono molti. Sono necessarie riforme più incisive che rendano il Paese più efficiente e competitivo, unitamente ad interventi più concreti volti a ridurre anche i costi della politica. Per non parlare del condivisibile appello del presidente della Repubblica Napolitano, a modificare la legge elettorale, rimasto purtroppo inascoltato. Non si vuole criticare a priori tutta la classe politica – ci sono infatti persone preparate che agiscono correttamente – ma in un periodo così delicato e difficile, i primi a dare l’esempio dovrebbero essere i nostri rappresentanti. Gli imprenditori, lo ha recentemente ribadito nel corso dell’Assemblea di Confindustria Lecce il presidente nazionale Squinzi, hanno fatto e continueranno a fare la propria parte. L’imprenditoria, nonostante tutto, continua ad essere viva e vitale, pronta a cogliere e superare le sfide del futuro. Ci farebbe piacere, però, poter contare sulla condivisione, sull’appoggio ed il sostegno di tutti. Auguri!