L.STABILITA'-Senato: così le commissioni in sede consultiva

La 5° Commissione Bilancio, in sede referente, l'11 dicembre 2014, ha dato inizio alla scrematura del pacchetto degli emendamenti. Ne sono arrivati oltre 3800 da tutti i gruppi parlamentari. L'Inizio del voto in commissione oggi 12 dicembre 2014.

 

In Commissione sono arrivati anche gli emendamenti del Governo Il passaggio nell'Aula del Senato è previsto per il 16 dicembre

 

Nel frattempo, tutte le Commissioni del Senato, nelle Sedi Consultive hanno rilasciati i loro pareri alla 5° Commissione Bilancio che esamina la legge di stabilità 2015, in sede Referente. Di seguito si riporta una sintesi e i pareri delle Commissioni in sede Consultiva

 

1° Commissione Affari costituzionali

 

Parere favorevole con osservazioni che riguardano il personale del comparto sicurezza e del soccorso pubblico e i dipendenti di Regioni, Province ed enti locali. Così la commissione Affari costituzionali che ha dato disco verde alla legge di Stabilità in esame nella commissione Bilancio del Senato.

 

I senatori della prima segnalano "la necessità di attenuare la severità delle misure previste in materia di pubblico impiego - riconoscendo, almeno in parte, l'incremento dell'indennità di vacanza contrattuale, con particolare attenzione al personale del

comparto sicurezza".

 

Inoltre, la Affari costituzionali rileva che occorre incrementare le risorse per le attività di sicurezza e di soccorso pubblico, anche attraverso un'opportuna politica di assunzioni che favoriscano il turnover e chiede che non vengano "ulteriormente e

irragionevolmente penalizzati le Regioni e gli enti locali "pur in un quadro di contenimento della spesa pubblica".

 

Si richiama poi l'esigenza di assumere ogni iniziativa utile per provvedere al collocamento del personale dipendente delle Province soppresse.

 

Il testo approvato dalla Commissione

La Commissione, esaminati lo stato di previsione del Ministero dell'interno e le corrispondenti disposizioni del disegno di legge di stabilità, premesso che:

 

per l'anno 2015 si registra positivamente, rispetto al bilancio assestato 2014, un incremento degli stanziamenti;

 

è opportunamente previsto un incremento del Fondo nazionale per le politiche e i servizi per l'asilo, destinato all'ampliamento del sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati;

 

è istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2015, il Fondo per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati;

 

si segnalano criticamente le disposizioni che rinviano al 1° dicembre 2015 le assunzioni di personale del corpo di Polizia e del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, in quanto un ulteriore blocco del turnover è suscettibile di accrescere lo stato di sofferenza in cui versa il comparto; al riguardo, si valuta positivamente la norma che autorizza in via straordinaria le forze di Polizia allo scorrimento delle graduatorie di concorsi già indetti per l'immissione nei rispettivi ruoli, al fine di incrementare i servizi di prevenzione e di controllo del territorio connessi allo svolgimento di Expo Milano 2015;

 

si valuta con preoccupazione la riduzione delle dotazioni di bilancio dello stato di previsione del Ministero dell'interno, soprattutto nella parte in cui essa incide sulla missione "ordine pubblico e sicurezza" e sulla missione "soccorso civile";

 

si reputano particolarmente critiche le disposizioni che stabiliscono un contributo aggiuntivo delle Regioni alla finanza pubblica per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018 e che estendono al 2018 il concorso alla finanza pubblica delle Regioni, già previsto dal decreto-legge n. 66 del 2014; analoghe considerazioni possono essere svolte sulle disposizioni che prevedono ulteriori riduzioni di spesa anche a carico degli enti locali;

 

si pronuncia in senso favorevole,

 

segnalando la necessità che siano incrementate le risorse per le attività di sicurezza e di soccorso pubblico, anche attraverso un'opportuna politica di assunzioni che favoriscano il turnover;

 

rilevando l'opportunità che le Regioni e gli enti locali non siano ulteriormente e irragionevolmente penalizzati, pur in un quadro di contenimento della spesa pubblica, tenendo conto della sentenza della Corte costituzionale n. 79 del 2014;

 

richiamando l'esigenza di assumere ogni iniziativa utile per provvedere al collocamento del personale dipendente delle Province e delle Città metropolitane, a seguito dell'entrata in vigore della legge 7 aprile 2014, n. 56, al fine di contemperare le esigenze di razionalizzazione con i diritti e le legittime aspettative di quei lavoratori.

 

2ª Commissione- Giustizia

 

Il testo approvato

 

La Commissione giustizia, esaminati i disegni di legge in titolo e la Tabella n. 5, relativa allo stato di previsione del Ministero della Giustizia per l'anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017;

 

preso atto della grave crisi economica in cui versa il nostro Paese che costituisce la causa prima della progressiva riduzione delle risorse destinate alla pubblica amministrazione;

rilevato comunque che:

 

lo stato di previsione del Ministero della giustizia per il 2015 - a seguito delle modifiche apportate nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati - reca spese finali per complessivi 7.760 milioni di euro - con una riduzione complessiva di circa 60 milioni di euro rispetto allo stanziamento iniziale del disegno di legge di bilancio - articolati nel seguente modo: 7.631 milioni di euro per le spese correnti; 129 milioni di euro per le spese in conto capitale;

 

complessivamente, rispetto ai 7.553,2 milioni della legge di bilancio 2014, le previsioni 2015 evidenziano un aumento di 207,3 milioni (+3 per cento circa) e rispetto alla legge di assestamento 2014, ovvero 7.731 milioni, si registra un aumento di 29,5 milioni di euro (+0,3 per cento circa), mentre rispetto al complessivo stanziamento di competenza per le spese del bilancio dello Stato la quota destinata al Ministero della giustizia risulta pari a poco meno dell'1,3 per cento;

 

rilevata in particolare l'esigenza di garantire la piena funzionalità:

 

degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna ed il migliore svolgimento delle attività indicate dall'articolo 72 della legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificata dalla legge 27 luglio 2005, n. 154, anche tenuto conto della normativa approvata nel presente legislatura, volta al potenziamento delle misure alternative alla detenzione in carcere, e in attesa della riorganizzazione del Ministero della Giustizia;

 

dell'Ufficio del processo, istituito dal decreto legge sulla pubblica amministrazione, in una ottica di maggiore efficienza degli uffici giudiziari;

 

del Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero della Giustizia anche tenuto conto della normativa volta al potenziamento delle misure dirette a tutelare i minori nell'ambito delle materie di competenza del predetto Dipartimento, e in vista della riorganizzazione del Ministero della Giustizia;

 

sottolineata la necessità di trovare una soluzione normativa che valorizzi il tirocinio formativo professionale dei cosiddetti precari della giustizia, alla luce delle esigenze di funzionalità degli uffici giudiziari e del riconoscimento della professionalità acquisita.

 

preso atto, con riferimento al disegno di legge di stabilità 2015:

 

che il comma 81 dell'articolo 1 prevede l'istituzione presso il Ministero della giustizia di un Fondo per il recupero di efficienza del sistema giudiziario e il potenziamento dei relativi servizi, nonché per il completamento del processo telematico, fondo che avrà una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro nel 2015, di 90 milioni di euro nel 2016 e di 120 milioni di euro a partire dal 2017;

 

che, nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, ulteriori misure in materia di giustizia sono state inserite al comma 82 dell'articolo 1, con il quale si introduce un ulteriore comma all'articolo 46 della legge n. 374 del 1991, recante l'obbligo delle parti di sostenere i costi di notificazione richiesti agli ufficiali giudiziari (spese di spedizione e indennità di trasferta) nelle cause e attività conciliative in sede non contenziosa davanti al giudice di pace, di valore inferiore a 1.033 euro (attualmente per tali cause e attività, le parti pagano 46 euro di contributo unificato) stabilendosi correlativamente che le risorse derivanti dai conseguenti risparmi di spesa sono riassegnate al Ministero della giustizia e destinate a garantire la piena funzionalità degli UEPE (Uffici esecuzione penale esterna);

 

che i commi da 202-206 dell'articolo 2 - modificando l'articolo 1 della legge n. 392 del 1941 - trasferiscono allo Stato, dal 1° settembre 2015, l'obbligo di corrispondere le spese per gli uffici giudiziari, attualmente a carico dei comuni, rimettendo ad un decreto del Ministro della giustizia, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, il compito di determinare l'entità delle spese per il funzionamento degli uffici giudiziari, sulla base dei costi standard per categorie omogenee di beni e servizi e a un regolamento l'individuazione delle misure organizzative necessarie ad attuare la nuova disciplina, nonché disponendosi che, per lo svolgimento dei compiti correlati a tali nuovi oneri, sia prevista l'assegnazione prioritaria al Ministero della giustizia del personale delle province che, a seguito dell'attuazione della legge n. 56 del 2014, dovesse risultare in esubero;

 

formula un rapporto favorevole.

 

6ª Commissione Finanze e tesoro

 

Patronati, finanza regionale, fondi pensione, enti non commerciali, Iva. Sono gli argomenti delle cinque norme della legge di Stabilità, in esame in Commissione Bilancio, su cui la commissione Finanze del Senato ha espresso

osservazioni nonostante il parere favorevole generale.

 

In particolare, si legge nel documento approvato dalla sesta commissione, per gli istituti di patronato e di assistenza sociale si suggerisce di rivedere la misura del finanziamento statale, in modo da assicurare l'operatività degli istituti di patronato in

ragione dell'azione di assistenza e di consulenza svolta nei confronti di titolari di reddito medio bassi.

 

Per quanto riguarda la finanza regionale, invece, la commissione sollecita la piena attuazione delle disposizioni che attribuiscono alle Regioni una quota di risorse derivanti dalla collaborazione con l'Agenzia delle Entrate ai fini della lotta all'evasione fiscale, con specifico riferimento alla quota addizionale dell'imposta sul valore aggiunto.

 

La terza osservazione riguarda l'innalzamento dell'aliquota per i fondi pensione:

la commissione Finanze, pur tenendo presente che l'aliquota sui redditi di natura  finanziaria è al 26 per cento, rileva che l'incremento dall'11 al 20 per cento sui fondi pensione rischia di essere penalizzante per coloro che hanno già aderito agli

strumenti di previdenza complementare.

 

Una critica anche sul fatto che l'incremento di imposta è effettuato in deroga al principio di retroattività delle norme tributarie.

 

Dunque la sesta commissione suggerisce di applicare l'incremento alla sottoscrizione dei fondi previdenziali a partire dall'anno di imposta 2015. Sulla tassazione degli enti non commerciali, la commissione Finanze rileva criticamente che il drastico abbattimento della percentuale degli utili percepiti dagli enti non profit non soggetti a tassazione rischia di erodere fortemente le risorse a disposizione di tali enti, con particolare riferimento alle fondazioni bancarie. Il suggerimento è di sopprimere tale previsione.

 

Infine, la Finanze invita a prevedere un'aliquota agevolata dell'Iva al 4 per cento per l'acquisto di strumenti e apparecchiature informatiche di ausilio per la cura della dislessia per gli studenti della scuola dell'obbligo.

 

Su quest'ultimo intervento la commissione ha anche approvato un ordine del giorno per impegnare il governo a consentire di fruire dell'agevolazione Iva al 4 per cento anche ai minori dislessici frequentanti le scuole dell'obbligo.

 

Il testo approvato

 

La 6a Commissione Finanze e tesoro,

 

esaminato lo stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017 e relativa Nota di variazioni (disegni di legge nn. 1699 e 1699-bis - Tabelle 1 e 1-bis) e le parti di competenza del disegno di legge di stabilità,

 

rilevato come i documenti di bilancio intendano introdurre un insieme di misure di carattere espansivo volte a sostenere in termini concreti e significativi la ripresa e ad aiutare l'economia nazionale a superare la fase recessiva che ancora la caratterizza;

 

evidenziato come le scelte di politica economica sottese alla manovra si ispirino a un approccio innovativo che, pur senza violare il quadro di riferimento costituito dalle regole di bilancio europee e dall'obiettivo del pareggio, intende innanzitutto invertire la dinamica negativa che negli ultimi anni ha caratterizzato l'andamento del PIL italiano, individuando in tale obiettivo la priorità fondamentale dell'azione di Governo;

 

rilevata, in tale prospettiva, l'esigenza di intervenire in primo luogo sul sostegno della domanda e dei consumi, nonché sulla riduzione del carico fiscale gravante sugli operatori dell'economia reale;

 

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

 

in relazione all'articolo 2, commi 63-66, finalizzati a modificare la disciplina degli istituti di patronato e di assistenza sociale, la Commissione suggerisce di rivedere la misura del finanziamento statale, in modo da assicurare l'operatività degli istituti di patronato in ragione dell'azione di assistenza e di consulenza svolta nei confronti di titolari di reddito medio bassi;

 

in relazione alle disposizioni concernenti la finanza regionale, la Commissione sollecita la piena attuazione delle disposizioni che attribuiscono alle Regioni una quota di risorse derivanti dalla collaborazione con l'Agenzia delle entrate ai fini della lotta all'evasione fiscale, con specifico riferimento alla quota addizionale dell'imposta sul valore aggiunto;

 

in relazione alle disposizioni di cui all'articolo 3, commi 1-5, volti ad innalzare l'aliquota della tassazione per i fondi pensione, la Commissione, pur tenendo presente che l'aliquota sui redditi di natura finanziaria è al 26 per cento, rileva che l'incremento dall'11 al 20 per cento sui fondi pensione rischia di essere penalizzante per coloro che hanno già aderito agli strumenti di previdenza complementare. Inoltre la Commissione rileva criticamente che l'incremento di imposta è effettuato in deroga al principio di irretroattività delle norme tributarie (sancito dall'articolo 3 dello Statuto del contribuente). La Commissione suggerisce quindi di sopprimere tale previsione ovvero, in subordine, di applicare l'incremento alla sottoscrizione dei fondi previdenziali a partire dall'anno di imposta 2015.

 

In relazione all'articolo 3, comma 27, relativo alla tassazione degli enti non commerciali, la Commissione rileva criticamente che il drastico abbattimento della percentuale degli utili percepiti dagli enti non profit non soggetti a tassazione rischia di erodere fortemente le risorse a disposizione di tali enti, con particolare riferimento alle fondazioni bancarie. Suggerisce quindi di sopprimere tale previsione. In subordine, sollecita una modifica finalizzata all'applicazione di tale regime fiscale a partire dagli utili messi in distribuzione dal 1° gennaio 2015, in modo da evitare la deroga non espressa al principio di non retroattività delle nuove disposizioni tributarie sancito dallo Statuto del contribuente.

 

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto, la Commissione suggerisce di prevedere l'aliquota agevolata dell'IVA al 4 per cento per l'acquisto di strumenti e apparecchiature informatiche di ausilio per la cura dei disturbi dell'apprendimento certificati ai sensi di legge e che necessitano di tali apparecchiature, anche di utilizzo domestico, per gli studenti della scuola dell'obbligo.

 

8ª Commissione- Lavori pubblici, comunicazioni)

 

Il testo approvato

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PER L'ANNO FINANZIARIO 2015 E PER IL TRIENNIO 2015-2017, LIMITATAMENTE ALLE PARTI DI COMPETENZA, E RELATIVANOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 1699 E 1699-BIS - TABELLE 3 e 3- BIS) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1698

 

L'8a Commissione, esaminato lo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017, limitatamente alle parti di competenza, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

 

formula un rapporto favorevole, con le seguenti osservazioni:

 

- con riferimento alla norma di cui all'articolo 2, comma 43, del disegno di legge di stabilità, che aumenta dal 5 al 50 per cento la percentuale massima dei fondi, provenienti dalla raccolta delle attività di bancoposta, che Poste Italiane S.p.A. può investire in titoli, diversi da quelli governativi dell'area euro, assistiti dalla garanzia dello Stato, occorre assicurare che l'aumento di tale quota di investimento non determini effetti negativi sulla redditività dell'azienda e quindi sul rendimento dei risparmi dei clienti di Poste Italiane, nonché sulle modalità di collocamento e negoziazione nei mercati finanziari dei suddetti titoli garantiti dallo Stato, e non si ponga in contrapposizione alla missione e all'attività di raccolta fondi e investimento svolta dalla Cassa depositi e prestiti;

 

- in relazione al canone di abbonamento televisivo della RAI, richiamato dall'articolo 2, comma 50, del disegno di legge di stabilità, si raccomanda di porre una particolare attenzione alle eventuali ipotesi di rimodulazione del canone, stante la rilevanza economica e sociale della questione, facendo particolare attenzione a non indurre confusione nei cittadini che potrebbe portare a ulteriore evasione, e si evidenzia l'opportunità di procedere ad una verifica complessiva sulla missione strategica e sull'assetto organizzativo della RAI;

 

- infine, si segnala la necessità di garantire fondi adeguati per le attività ricomprese nella missione "Ricerca e innovazione" di competenza del Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico, intese come importante volano di crescita economico-industriale e con particolare riferimento allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per la stampa quotidiana e periodica.

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAL RELATORE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PER L'ANNO FINANZIARIO 2015 E PER IL TRIENNIO 2015-2017, LIMITATAMENTE ALLE PARTI DI COMPETENZA, E RELATIVANOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 1699 E 1699- BIS - TABELLE 3 e 3- BIS) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1698

 

L'8a Commissione, esaminato lo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017, limitatamente alle parti di competenza, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

 

formula un rapporto favorevole, con le seguenti osservazioni:

 

con riferimento alla norma di cui all'articolo 2, comma 43, del disegno di legge di stabilità, che aumenta dal 5 al 50 per cento la percentuale massima dei fondi, provenienti dalla raccolta delle attività di bancoposta, che Poste Italiane S.p.A. può investire in titoli, diversi da quelli governativi dell'area euro, assistiti dalla garanzia dello Stato, occorre assicurare che l'aumento di tale quota di investimento non determini effetti negativi sulla redditività dell'azienda e quindi sul rendimento dei risparmi dei clienti di Poste Italiane, nonché sulle modalità di collocamento e negoziazione nei mercati finanziari dei suddetti titoli garantiti dallo Stato, e non si ponga in contrapposizione alla missione e all'attività di raccolta fondi e investimento svolta dalla Cassa depositi e prestiti;

 

in relazione al canone di abbonamento televisivo della RAI, richiamato dall'articolo 2, comma 50, del disegno di legge di stabilità, si raccomanda di porre una particolare attenzione alle eventuali ipotesi di rimodulazione del canone, stante la rilevanza economica e sociale della questione, facendo particolare attenzione a non indurre confusione nei cittadini che potrebbe portare a ulteriore evasione, e si evidenzia a tal fine l'opportunità di procedere preventivamente ad una verifica complessiva sulla missione strategica e sull'assetto organizzativo della RAI;

 

infine, si segnala la necessità di garantire fondi adeguati per le attività ricomprese nella missione "Ricerca e innovazione" di competenza del Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico, intese come importante volano di crescita economico-industriale e con particolare riferimento allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per la stampa quotidiana e periodica.

 

10ª Commissione- Industria, commercio, turismo

 

Parere favorevole dalla commissione Industria del Senato alla legge di Stabilità ma

con alcune osservazioni.

 

In particolare, nel documento approvato e inviato alla commissione Bilancio - dove è al vaglio il provvedimento - si evidenzia come serva un rafforzamento consistente del Fondo di garanzia, specie per l'accesso al credito delle pmi e un maggior sostegno alle camere di commercio italiane all'estero per la delicata funzione che svolgono per la promozione dei produttori e dei prodotti italiani.

 

Inoltre, alla commissione Bilancio viene chiesto di valutare un allentamento della pressione fiscale a carico delle imprese, con particolare riferimento alla tassazione dei macchinari (i cosiddetti imbullonati, ) e la possibilità di rendere permanente il credito d'imposta per ricerca e sviluppo.

 

Passando al settore turistico, si evidenzia l'urgenza di sostenerlo specie in riferimento alle aliquote Iva e al taglio Irap da estendere ai lavoratori stagionali.

 

Infine, la commissione Industria chiede alla Bilancio di rafforzare anche attraverso l'impiego efficiente dei fondi strutturali, le misure di sostegno ai programmi nazionali di ricerca nel settore dello spazio e dell'aerospazio per l'elevato interesse a conservare un posizionamento competitivo dell'industria aerospaziale italiana nel quadro internazionale.

 

Il testo approvato

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PER L'ANNO FINANZIARIO 2015 E PER IL TRIENNIO 2015-2017 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 1699 E 1699-BIS - TABELLE 3 E 3-BIS) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1698

 

La Commissione, esaminato lo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità, come approvati dalla Camera dei deputati,

 

osservato che gli indicatori di performance riportati nelle note integrative al bilancio non presentano - allo stato - informazioni sufficienti a dare un quadro di collegamento tra risorse stanziate e politica pubblica sottostante ovvero a fornire informazioni sull'efficacia dell'azione amministrativa nell'attuazione della politica,

 

formula un rapporto favorevole

 

rilevando la necessità di avviare un ciclo di lavoro con i funzionari ministeriali responsabili delle missioni e dei programmi per migliorare la capacità degli indicatori di bilancio di dar conto di come vengono spesi i soldi pubblici e sfruttare - a fini di trasparenza - tutte le informazioni disponibili invertendo il "peso" oggi attribuito ai dati contabili rispetto alle politiche pubbliche.

 

In relazione alla legge di stabilità per il 2015, il rapporto è favorevole con le seguenti osservazioni:

 

valuti la Commissione di merito il rafforzamento consistente del Fondo di garanzia, specie per l'accesso al credito delle PMI;

 

parimenti valuti la Commissione di merito di garantire un maggior sostegno alle camere di commercio italiane all'estero per la delicata funzione che svolgono per la promozione dei produttori e dei prodotti italiani;

 

valuti, infine, la Commissione di merito un allentamento della pressione fiscale a carico delle imprese, con particolare riferimento alla tassazione dei macchinari, nonché la possibilità di rendere permanente il credito d'imposta per ricerca e sviluppo considerato che l'attuale formulazione potrebbe essere meno favorevole per quelle imprese che hanno sempre fatto investimenti in passato concedendo gli incentivi per la parte in eccesso rispetto alla media del periodo 2013-2015. Sarebbe opportuno che tale politica, proprio per le finalità ad essa sottesa, venga disegnata in modo da non penalizzare le imprese che hanno investito costantemente in ricerca e sviluppo negli ultimi anni.

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE PER L'ANNO FINANZIARIO 2015 E PER IL TRIENNIO 2015-2017, LIMITATAMENTE ALLE PARTI DI COMPETENZA, E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 1699 E 1699-BIS - TABELLE 2 E 2-BIS) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1698

 

La Commissione, esaminato lo Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017 (Tabelle 2 e 2-bis), limitatamente alle parti di competenza, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità, come approvati dalla Camera dei deputati,

 

osservato che gli indicatori di performance riportati nelle note integrative al bilancio non presentano - allo stato - informazioni sufficienti a dare un quadro di collegamento tra risorse stanziate e politica pubblica sottostante ovvero a fornire informazioni sull'efficacia dell'azione amministrativa nell'attuazione della politica,

 

formula un rapporto favorevole

 

rilevando la necessità di avviare un ciclo di lavoro con i funzionari ministeriali responsabili delle missioni e dei programmi per migliorare la capacità degli indicatori di bilancio di dar conto di come vengono spesi i soldi pubblici e sfruttare - a fini di trasparenza - tutte le informazioni disponibili invertendo il "peso" oggi attribuito ai dati contabili rispetto alle politiche pubbliche.

 

Osserva poi che è prevista nel bilancio a legislazione vigente una consistente riduzione del capitolo 8000 (Fondo per lo sviluppo e la coesione, nuova denominazione del Fondo per le aree sottoutilizzate – FAS), con una dotazione di competenza di 6.611,1 milioni di euro per il 2015, 2.185,2 milioni per il 2016 e 981,7 nel 2017. A tal proposito L'andamento fortemente decrescente nel tempo del Fondo per lo sviluppo e la coesione è un elemento che merita un approfondimento. Infatti, considerato che un nuovo ciclo di programmazione di fondi europei è iniziato nel 2014 e termina nel 2020, il basso profilo di stanziamenti nel 2016 e, ancor di più, nel 2017 - se non giustificato da un'allocazione di risorse in altre voci di bilancio - sembrerebbe segnalare il rischio che anche questa volta l'assorbimento dei fondi strutturali all'inizio del ciclo di programmazione sarà molto basso con la conseguenza di dover poi assorbire la gran parte dei fondi negli ultimi anni del settennato per evitare di perdere le risorse destinate al Paese.

 

In relazione alla legge di stabilità per il 2015, il rapporto è favorevole con la seguente osservazione:

 

valuti la Commissione di merito il rafforzamento, anche attraverso l'impiego efficiente dei fondi strutturali, delle misure di sostegno ai programmi nazionali di ricerca nel settore dello spazio e dell'aerospazio, in considerazione dell'elevato interesse a conservare un posizionamento competitivo dell'industria aerospaziale italiana nel quadro internazionale, garanzia di ritorni significativi sul prodotto potenziale.

 

11° Commissione -Lavoro, previdenza sociale

 

Formula un rapporto favorevole con le seguenti osservazioni.

Con riferimento al disegno di legge di stabilità, all'articolo 1, commi 83 e 84, al fine di

dare piena attuazione alla delega contenuta nel Jobs Act, si sottolinea la necessità

di aumentare il fondo destinato agli ammortizzatori sociali, ivi inclusi gli

ammortizzatori sociali in deroga e dei servizi per il lavoro e politiche attive,

finalizzando parte del fondo ai contratti di solidarietà.

 

Quanto al comma 86, si suggerisce di chiarire la locuzione "ai fini del conseguimento

delle prestazioni pensionistiche",tenendo conto che il coefficiente moltiplicatore

rileva ai fini del diritto al trattamento solo per i soggetti che rientrino nella normativa

pregressa rispetto a quella vigente, secondo quanto previsto nella circolare INPS n.

58 del 15 aprile 2005.

 

Si riterrebbe inoltre opportuno esplicitare se il beneficio di cui al comma 89 riguardi

anche le ipotesi in cui il periodo di esposizione ultradecennale all'amianto si sia

compiuto successivamente al 2 ottobre 2003, nonchévalutare la congruità della

limitazione ai casi di mobilità inerenti alla cessazione dell'attività lavorativa

dell'azienda e a quelli di riconoscimento in via giudiziale del periodo di esposizione

ultradecennale.

 

Riguardo al comma 87, che sopprime alcune condizioni per l'esonero dalle

penalizzazioni del trattamento pensionistico, con riferimento alla limitazione della

novella ai trattamenti pensionistici aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015, si invita a

valutare le compatibilità con i profili costituzionali relativi al principio di parità di

trattamento.

 

Con riferimento ai commi 90 e 91, si sottolinea l'opportunità di specificare se la

nozione di decorrenza dell'assunzione si riferisca alla data di stipulazione del

contratto di lavoro, ovvero al termine (previsto nel contratto) di inizio del rapporto.

Al fine di favorire l'incremento della produttività del lavoro nell'ambito privato, si

suggerisce alla Commissione di merito di inserire una disposizione che alleggerisca

il carico fiscale sulle prestazioni, assoggettando le somme erogate a livello aziendale

a una imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle

addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento, precisando che tali redditi non

dovrebbero concorrere, entro certi limiti, ai fini fiscali alla determinazione dell'ISEE

del percipiente.

 

Allo scopo di contenere la spesa delle pubbliche amministrazioni, si invita la

Commissione di merito a prevedere che le economie aggiuntive derivanti da

processi di ristrutturazione di esse siano utilizzate anche per l'erogazione di

componenti premiali della retribuzione.

 

Quanto all'articolo 2, al comma 54, si invita a limitare la norma di abrogazione ai soli

primi tre periodi dell'articolo 14, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 145 del

2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 2014.

 

Al comma 57 del medesimo articolo, si suggerisce di tener conto dei casi in cui sia

impossibile rispettare il termine delle 48 ore da parte del medico necroscopo.

In riferimento all'attività dei patronati, di cui ai commi da 63 a 66, anche nell'ottica di

un'ottimizzazione degli stanziamenti ad essi destinati, si suggerisce di prevedere una

ristrutturazione degli istituti stessi, ispirandone il funzionamento ad una maggiore

efficacia e trasparenza, secondo il principio della dematerializzazione delle

informazioni e dell'utilizzo esclusivo del canale telematico.

 

Allo stesso scopo, si suggerisce di valutare l'inserimento, tra le attività degli istituti,

della possibilità di svolgere attività di consulenza in materie come il diritto civile e la

legislazione fiscale. Sarebbe utile altresì prevedere che gli istituti stessi possano

svolgere, quantomeno per un periodo circoscritto, un'attività in forma consortile.

Con riferimento al comma 65, in relazione alla formulazione letterale delle norme

oggetto di novella, si riterrebbe opportuno specificare se il termine di decorrenza del

1° luglio 2015 per l'applicazione dei nuovi requisiti per gli istituti di patronato valga

per quelli già operanti alla data del 1° gennaio 2013, ovvero alla data del 1° gennaio

2015.

 

Si suggerisce altresì di garantire la prosecuzione dell'attività dei centri per l'impiego,

prorogando allo scopo i contratti in essere.

 

Si raccomanda, inoltre, l'incremento delle risorse destinate al servizio civile e

l'esigenza di ridurre la penalizzazione degli stanziamenti destinati ai fondi

interprofessionali, di cui all'articolo 3, comma 71.

 

Si suggerisce, poi, di prevedere la creazione di un fondo per favorire l'accesso e

l'inserimento delle persone disabili, adeguando gli ambienti e gli strumenti di lavoro

alle loro esigenze.

 

Si reputa, infine, importante prevedere un rifinanziamento del fondo destinato ai

lavoratori disabili.

 

Il testo approvato

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI PER L'ANNO FINANZIARIO 2015 E PER IL TRIENNIO 2015-2017 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONE (DISEGNI DI LEGGE NN. 1699 E 1699-BIS – TAB. 4 E ALLEGATO E TAB. 4-BIS) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1698

 

L'11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale),

esaminato il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017 e relativa Nota di variazioni, le allegate tabelle 4 e 4/bis, e le connesse parti del disegno di legge di stabilità, premesso che il disegno di legge di bilancio conferma, complessivamente, il livello tendenziale di spesa a legislazione vigente, osservato che il disegno di legge di stabilità tocca numerosi aspetti di competenza di questa Commissione, in particolare nel settore della previdenza, della riduzione del costo del lavoro e del sostegno alla famiglia, valutati positivamente i profili che concernono la disciplina dei trattamenti pensionistici per i lavoratori esposti all'amianto, apprezzati gli interventi in favore delle famiglie, di cui ai commi da 95 a 101 dell'articolo 1 del disegno di legge di stabilità, che, tra l'altro, istituiscono un assegno per la maternità pari a 960 euro annui ed un Fondo per interventi in favore della famiglia con una dotazione pari a 108 milioni di euro per il 2015, formula un rapporto favorevole con le seguenti osservazioni.

 

Con riferimento al disegno di legge di stabilità, all'articolo 1, commi 83 e 84, al fine di dare piena attuazione alla delega contenuta nel Jobs Act, si sottolinea la necessità di aumentare il fondo destinato agli ammortizzatori sociali, ivi inclusi gli ammortizzatori sociali in deroga e dei servizi per il lavoro e politiche attive, finalizzando parte del fondo ai contratti di solidarietà.

 

Quanto al comma 86, si suggerisce di chiarire la locuzione "ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche",tenendo conto che il coefficiente moltiplicatore rileva ai fini del diritto al trattamento solo per i soggetti che rientrino nella normativa pregressa rispetto a quella vigente, secondo quanto previsto nella circolare INPS n. 58 del 15 aprile 2005.

 

Si riterrebbe inoltre opportuno esplicitare se il beneficio di cui al comma 89 riguardi anche le ipotesi in cui il periodo di esposizione ultradecennale all'amianto si sia compiuto successivamente al 2 ottobre 2003, nonchévalutare la congruità della limitazione ai casi di mobilità inerenti alla cessazione dell'attività lavorativa dell'azienda e a quelli di riconoscimento in via giudiziale del periodo di esposizione ultradecennale.

 

Riguardo al comma 87, che sopprime alcune condizioni per l'esonero dalle penalizzazioni del trattamento pensionistico, con riferimento alla limitazione della novella ai trattamenti pensionistici aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015, si invita a valutare le compatibilità con i profili costituzionali relativi al principio di parità di trattamento.

Con riferimento ai commi 90 e 91, si sottolinea l'opportunità di specificare se la nozione di decorrenza dell'assunzione si riferisca alla data di stipulazione del contratto di lavoro, ovvero al termine (previsto nel contratto) di inizio del rapporto.

 

Al fine di favorire l'incremento della produttività del lavoro nell'ambito privato, si suggerisce alla Commissione di merito di inserire una disposizione che alleggerisca il carico fiscale sulle prestazioni, assoggettando le somme erogate a livello aziendale a una imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento, precisando che tali redditi non dovrebbero concorrere, entro certi limiti, ai fini fiscali alla determinazione dell'ISEE del percipiente.

 

Allo scopo di contenere la spesa delle pubbliche amministrazioni, si invita la Commissione di merito a prevedere che le economie aggiuntive derivanti da processi di ristrutturazione di esse siano utilizzate anche per l'erogazione di componenti premiali della retribuzione.

 

Quanto all'articolo 2, al comma 54, si invita a limitare la norma di abrogazione ai soli primi tre periodi dell'articolo 14, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 145 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 2014.

 

Al comma 57 del medesimo articolo, si suggerisce di tener conto dei casi in cui sia impossibile rispettare il termine delle 48 ore da parte del medico necroscopo.

In riferimento all'attività dei patronati, di cui ai commi da 63 a 66, anche nell'ottica di un'ottimizzazione degli stanziamenti ad essi destinati, si suggerisce di prevedere una ristrutturazione degli istituti stessi, ispirandone il funzionamento ad una maggiore efficacia e trasparenza, secondo il principio della dematerializzazione delle informazioni e dell'utilizzo esclusivo del canale telematico.

 

Allo stesso scopo, si suggerisce di valutare l'inserimento, tra le attività degli istituti, della possibilità di svolgere attività di consulenza in materie come il diritto civile e la legislazione fiscale. Sarebbe utile altresì prevedere che gli istituti stessi possano svolgere, quantomeno per un periodo circoscritto, un'attività in forma consortile.

 

Con riferimento al comma 65, in relazione alla formulazione letterale delle norme oggetto di novella, si riterrebbe opportuno specificare se il termine di decorrenza del 1° luglio 2015 per l'applicazione dei nuovi requisiti per gli istituti di patronato valga per quelli già operanti alla data del 1° gennaio 2013, ovvero alla data del 1° gennaio 2015.

 

Si suggerisce altresì di garantire la prosecuzione dell'attività dei centri per l'impiego, prorogando allo scopo i contratti in essere.

 

Si raccomanda, inoltre, l'incremento delle risorse destinate al servizio civile e l'esigenza di ridurre la penalizzazione degli stanziamenti destinati ai fondi interprofessionali, di cui all'articolo 3, comma 71.

Si suggerisce, poi, di prevedere la creazione di un fondo per favorire l'accesso e l'inserimento delle persone disabili, adeguando gli ambienti e gli strumenti di lavoro alle loro esigenze.

 

Si reputa, infine, importante prevedere un rifinanziamento del fondo destinato ai lavoratori disabili.

 

13ª Commissione- Territorio, ambiente, beni ambientali

 

La commissione Ambiente ha dato a maggioranza parere favorevole alla legge di

Stabilita', chiedendo al Governo di potenziare ed estendere l'ecobonus anche agli

edifici di edilizia popolare, sociale e pubblica, di incrementare i fondi per gli interventi

post calamita', anche rivedendo e semplificando la normativa relativa per imprese e

famiglie, e infine di prevedere una moratoria per le trivellazioni in Adriatico, attuando

la mozione gia' approvata al Senato.

 

Nel parere - c'e' un apprezzamento per la sostanziale conferma del livello di spesa

per l'ambiente.

 

Le esigenze emerse riguardano gli interventi post calamita', per i quali bisognerebbe,

oltre che incrementare i fondi, anche prevedere la possibilita' per i Comuni colpiti di

sforare il patto di stabilita' per gli investimenti nella difesa del suolo e contro il

dissesto.

 

Il testo approvato

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE PER L'ANNO FINANZIARIO 2015 E PER IL TRIENNIO 2015-2017 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 1699 e 1699-BIS - TABELLE 9 E 9-BIS) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1698

 

La Commissione permanente, esaminato lo stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per l'anno finanziario 2015, e le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

 

premesso che:

 

a fronte di una riduzione generalizzata della spesa pubblica, si registra un aumento degli stanziamenti quantificati nel bilancio assestato per il 2014 e si rileva un miglioramento della capacità di spesa dei residui in bilancio, pari al 75 per cento;

 

si valuta con preoccupazione la circostanza in base alla quale l'azione di riduzione della spesa pubblica colpisce in maniera indistinta gli enti locali e le regioni, rischiando di pregiudicare la capacità di spesa per investimenti in prevenzione e adeguamento delle infrastrutture territoriali ai cambiamenti climatici;

 

si esprime altresì apprezzamento per le disposizioni volte a rispondere alle esigenze dei territori colpiti da calamità naturale, anche se risulta necessario porre in essere un'azione più incisiva in favore delle popolazioni interessate;

 

si rileva, in particolare, l'esigenza di approntare misure specifiche per far fronte ai disagi sofferti dalle comunità colpite da calamità naturali e l'opportunità che le amministrazioni interessate possano realizzare le attività necessarie grazie all'esclusione dal calcolo per la verifica del rispetto del patto di stabilità interno delle spese per la difesa del suolo, la protezione dell'ambiente e la prevenzione dei rischi conseguenti al dissesto idrogeologico;

 

si esprime infine apprezzamento per la proroga delle detrazioni fiscali relative alle spese sostenute per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, cosiddetto ecobonus, e per la ristrutturazione edilizia, la cui stabilità andrebbe assicurata nel lungo periodo;

 

esprime rapporto favorevole, con le seguenti osservazioni:

 

con riferimento alla proroga delle misure relative alla conferma delle detrazioni per le ristrutturazioni e l'efficientamento energetico degli edifici, si ritiene necessario fissare il termine, limitato nel disegno di legge alla fine del 2015, ad un orizzonte temporale più ampio, al fine di consentire una maggiore certezza nella programmazione degli interventi in parola da parte dei soggetti pubblici e privati, nonché di estenderlo agli interventi attuati sul patrimonio di edilizia sociale, degli Istituti autonomi per le case popolari, di enti di edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle cooperative a proprietà indivisa;

 

con riferimento alle provvidenze erogate al fine di facilitare la ripresa delle attività economiche nelle zone dei Comuni colpiti dagli eventi alluvionali del 2014, per il triennio 2015-2017, il Fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, andrebbe esteso in favore delle micro, piccole e medie imprese, con unità locali ubicate nelle predette zone e che abbiano subito danni in conseguenza di tali eventi, con priorità sugli altri interventi e a titolo gratuito, per un importo massimo per singola impresa di duecentomila euro ed andrebbe previsto in favore di tali Comuni la concessione di agevolazioni, nella forma di contributo a ristoro dei tributi locali o di contributo in conto interessi, alle imprese con sede o unità locali ubicate nelle zone colpite dagli eventi meteorologici, in relazione ai danni effettivamente subiti;

 

in tale contesto, le somme residue conseguenti alla completa attuazione della programmazione relativa all'erogazione dei contributi a privati, per le prime abitazioni e le attività economiche, previsti dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3903 del 4 ottobre 2010, quantificate in complessivi euro 8 milioni dovrebbero essere versate, in deroga a quanto previsto dal penultimo periodo del comma 5-bis dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, alla contabilità speciale in corso di apertura per fronteggiare le conseguenze degli eventi atmosferici dei giorni dal 9 al 13 ottobre 2014, per i quali il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza nella seduta del 30 ottobre 2014;

 

dovrebbe inoltre essere disposta l'esclusione dal patto di stabilità interno, per l'anno 2015, delle spese sostenute dai Comuni colpiti dagli eventi metereologici dei giorni dal 10 al 14 ottobre 2014, individuati nel decreto del Ministro dell'economia e delle finanze in data 20 ottobre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 ottobre 2014, n. 246, con risorse proprie provenienti da erogazioni liberali e donazioni da parte di cittadini privati ed imprese e puntualmente finalizzate a fronteggiare le conseguenze di detti eventi, per un importo almeno apri a 10 milioni di euro. Il riparto delle maggiori disponibilità utili alle predette finalità andrebbe determinato dal Ministero dell'economia previo accordo con la Conferenza Stato - Città ed autonomie locali entro il 31 gennaio 2015;

 

tra le misure da intraprendere si invita a considerare la possibilità che il pagamento delle rate in scadenza nel 2015 dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti ai Comuni di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 6 giugno 2012, e all'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, nonché alle province dei predetti comuni, trasferiti al Ministero dell'economia e delle finanze in attuazione dell'articolo 5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, non ancora effettuato alla data di entrata in vigore della legge di stabilità per il 2015, sia differito, senza applicazione di sanzioni e interessi, al terzo anno immediatamente successivo alla data di scadenza del periodo di ammortamento, sulla base della periodicità di pagamento prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi;

 

una quota pari a 175 milioni di euro delle risorse disponibili di cui agli articoli 2, comma 2, e 3, commi 3 e 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2014, adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 1-bis, del decreto-legge 12 maggio 2014, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 93 del 2014 è destinata al Fondo per le emergenze nazionali di cui all'articolo 5, comma 5-quinquies, della legge 24 febbraio 1992, n. 225 specificamente per l'avvio dell'attuazione delle prime misure volte a far fronte alle esigenze urgenti di cui alla lettera d), del comma 2, dell'articolo 5, della medesima legge n. 225 del 1992 per quanto concerne i danni subiti dalle abitazioni private e dalle attività economiche e produttive, relativamente agli eventi calamitosi per i quali il previsto percorso di quantificazione dei fabbisogni sia stato completato e verificato dal Dipartimento della Protezione civile entro il 31 dicembre 2014, ed a tal fine rimane acquisita al bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri nell'anno 2015;

 

in considerazione delle esigenze di spesa dovute agli eventi alluvionali dell'ottobre 2014, andrebbe valutata la sospensione per il quinquennio 2015-2019 dell'applicazione ai Comuni della disposizione di cui al comma 11 dell'articolo 56-bis del decreto-legge n. 69 del 2013 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013. Conseguentemente, i Comuni alluvionati non dovrebbero esere tenuti per il quinquennio 2015-2019 a destinare al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato, né ad altri scopi di riduzione del debito, il 10 per cento delle risorse nette derivanti dall'alienazione dell'originario patrimonio immobiliare disponibile;

 

una ulteriore disposizione di vantaggio in favore dei Comuni alluvionati potrebbe essere la facoltà di utilizzare, nel triennio 2015- 2017, le entrate derivanti dal plusvalore realizzato con l'alienazione di beni patrimoniali, inclusi i beni immobili, per spese, aventi carattere non permanente, connesse alle finalità di cui all'articolo 187, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

 

inoltre, per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019, nell'ambito delle incentivazioni statali a sostegno degli investimenti locali, potrebbe essere riservato un importo non inferiore ai venti milioni di euro per la copertura degli oneri di mutui accesi dai Comuni alluvionati allo scopo di attivare interventi di risanamento idrogeologico e ambientale per la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione dei rischi idrogeologici;

 

in particolare, per i Comuni della Regione Liguria colpiti dagli eventi alluvionali dell'ottobre 2014, ai fini dell' assestamento di bilancio di cui all'articolo 175 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le relative variazioni dovrebbero essere deliberate entro il 31 dicembre 2014;

 

al fine di garantire le attività di monitoraggio ambientale in particolare rivolte alla pianificazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico e alle attività di protezione civile, anche attraverso la Rete Ondametrica Nazionale, la Rete Mareografica Nazionale e la Rete Mareografica della Laguna di Venezia e dell'Alto Adriatico, nonché attraverso il sistema di previsioni meteo-marine per mari e principali porti italiani, lagune e litorali nord-adriatici, andrebbe previsto che la Struttura di missione di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 maggio 2014 è autorizzata a rendere disponibili alle strutture statali e regionali preposte alla realizzazione di interventi relativi alle reti nazionali di monitoraggio risorse pari almeno a 4,5 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 a valere sulle risorse poste nella disponibilità della Struttura di missione stessa;

 

si rileva altresì l'urgenza di prevedere una specifica disciplina volta al finanziamento degli interventi di rimozione o di demolizione di immobili abusivi realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, ovvero esposti a rischio idrogeologico;

 

per quanto riguarda le problematiche connesse alla ricostruzione a seguito del terremoto del 2012 in Emilia-Romagna, si fa presente la necessità di valutare misure fondamentali che le comunità colpite dal terremoto stanno chiedendo con forza, quali la proroga, anche per il 2015, della deroga al Patto di stabilità per i Comuni dell'area del cratere, così come la proroga dell'esclusione dal Patto di stabilità delle donazioni, in modo da consentire agli Enti locali di poter effettivamente spendere quei fondi che i privati hanno voluto destinare alla ricostruzione delle zone danneggiate;

 

dovrebbe essere valutata anche l'ipotesi del differimento delle rate dei mutui accesi dagli Enti locali sospendendo, anche per il 2015, il pagamento delle rate dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti e disponendo la loro rimodulazione al momento della ripresa dei pagamenti. In sostanza, le rate sospese per il 2012 dovrebbero essere restituite nell'anno successivo alla scadenza dell'ammortamento, quelle relative al 2013 e 2014 dovrebbero essere restituite dal secondo anno successivo alla scadenza e quelle del 2015 sarebbero restituite dal terzo anno;

 

al fine di velocizzare le pratiche amministrative per la ricostruzione, si chiede di prevedere la possibilità che il rinnovo oltre i trentasei mesi dei contratti a tempo determinato del personale tecnico e amministrativocontabile - temporaneamente assunto per far fronte ai superiori carichi di lavoro connessi alle attività amministrative e di verifica, conseguenti al sisma - non comporti l'obbligo della relativa stabilizzazione a tempo indeterminato;

 

in considerazione della prossima scadenza dell'esenzione dal pagamento dell'Imu sui fabbricati danneggiati, appare iniquo prevedere in capo ai proprietari di immobili inutilizzabili una imposizione fiscale tali beni. Andrebbe pertanto disposta la proroga dell'esenzione dal pagamento dell'Imu sulle case inagibili e l'istituzione di zone franche urbane, che rappresentano una misura di fiscalità di vantaggio necessaria per far ripartire le attività produttive e commerciali che si trovano nei centri storici danneggiati o nelle zone colpite sia da sisma che alluvione;

 

in tale contesto, sempre tra gli interventi finalizzati andrebbe sostenuto lo spostamento del finanziamento dei prodotti DOP e IGP, necessario affinché alcune domande relative ai contributi per i danni subiti da tali prodotti possano essere coperti a valere sui 6 miliardi del Fondo per la ricostruzione, ed andrebbe altresì specificato, come richiesto dall'Associazione bancaria italiana e dalla Cassa depositi e prestiti, che con riguardo al prestito per il pagamento dei tributi, la copertura degli oneri e della garanzia dello Stato sono già previste e non servono pertanto ulteriori atti;

 

al fine di dare attuazione alla risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013 e di concorrere alla tutela e alla salvaguardia dell'ambiente e della salute, anche attraverso l'adozione di misure straordinarie volte a promuovere e sostenere la bonifica dei beni e delle aree contenenti amianto andrebbe istituto un programma di finanziamento straordinario per le bonifiche dall'amianto di lungo periodo, dal 2015 al 2035 che, in concomitanza con il piano già esistente, consenta ai presidenti delle Regioni, in qualità di commissari straordinari del Governo, di contrarre mutui per finanziare gli interventi di bonifica necessari;

 

al fine di realizzare gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico necessari per fronteggiare le situazioni di criticità ambientali, con particolare riferimento alle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione e di alluvione andrebbe previsto un fondo stralcio di finanziamento straordinario per la mitigazione di tale rischio su un orizzonte temporale trentennale, a partire dal 2015. Tale fondo sarebbe alimentato dalle risorse disponibili derivanti dal fondo di sviluppo e di coesione e mediante un meccanismo di investimenti finanziato dal Ministero dell'ambiente, anche attraverso mutui contratti con la Banca europea degli investimenti;

 

si rinnovano gli impegni già assunti dal Governo in occasione dell'approvazione dell'ordine del giorno sulle problematiche ambientali connesse all'attività di prospezione, ricerca ed estrazione degli idrocarburi in mare, nella seduta antimeridiana del 2 aprile 2014 dell'Assemblea del Senato;

 

al fine di valorizzare la peculiare specificità naturalistica di straordinari ecosistemi marini sommersi, dei Banchi Graham, Terribile, Pantelleria e Avventura nel Canale di Sicilia, interessati da fenomeni di rischio sismico e vulcanico e contraddistinti da una considerevole varietà delle specie presenti, andrebbero approfonditi gli aspetti scientifici ambientali attraverso specifiche attività di indagine e di studio;

 

con riferimento agli oneri relativi alle attività di monitoraggio di cui all'articolo 14, comma 3, e 19, comma 9, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188, nonché gli oneri di funzionamento del Comitato di vigilanza e controllo, del Comitato di indirizzo sulla gestione dei RAEE e di tenuta del Registro nazionale di cui all'articolo 29 dello stesso decreto dovrebbero essere posti a carico dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, in base alle rispettive quote di mercato;

 

con riferimento alla normativa sul polietilene di cui all'articolo 234 del Codice dell'ambiente di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 - che genera molteplici dubbi interpretativi sulla tipologia di beni concretamente ricompresi nella gestione consortile di cui allo stesso articolo 234 e non rispecchia le tipicità di alcuni prodotti - al fine di sciogliere i dubbi interpretativi, si ritiene opportuno che tali prodotti siano inseriti tra le deroghe di cui all'articolo 234, comma 1, chiarendo in maniera puntuale, come previsto dalla normativa, l'elenco dei beni coinvolti nella gestione consortile;

 

con riferimento alle agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie, adeguamenti anti-sismici et similia, si ritiene che anche gli interventi di riqualificazione e sviluppo del verde - quali ad esempio la trasformazione dei lastrici solari in giardini pensili, dei parcheggi o delle aree inutilizzate in giardini - possano contribuire, oltre a rendere più gradevoli le aree esterne, a garantire un miglioramento delle prestazioni energetiche delle unità immobiliari, a favorire il risparmio energetico, l'assorbimento delle polveri sottili e la riduzione dell'effetto "isola di calore", con conseguenti benefici sulla qualità della vita.

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PER L'ANNO FINANZIARIO 2015 E PER IL TRIENNIO 2015-2017, LIMITATAMENTE ALLE PARTI DI COMPETENZA, E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 1699 e 1699-BIS - TABELLE 10 E 10-BIS), E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1698

 

La 13a Commissione permanente, esaminate le parti di competenza dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno finanziario 2015, e le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

 

premesso che

 

in relazione al comma 119 dell'articolo 2, che dispone la riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa alla fissazione delle dotazioni organiche e delle consistenze degli ufficiali, dei sottufficiali e dei volontari dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, nonché di quelle a disposizione per le consistenze dei volontari del Corpo delle capitanerie di porto, è opportuno valutare l'impatto di tale previsione sulla quantità dei volontari delle Capitanerie di porto, tenendo presente che il quadro normativo che disciplina l'attività di salvaguardia e protezione dell'ambiente marino e costiero pone in capo alle Capitanerie di porto gravose funzioni di coordinamento della lotta agli inquinamenti e di accertamento di tutti gli illeciti in danno dell'ecosistema marino/costiero, anche in ragione della capillare presenza del Corpo lungo il litorale dello Stato ed a garanzia degli attuali livelli di presidio dell'ambiente e del territorio;

 

nelle sedi istruttorie che la Commissione ha avuto modo di svolgere dall'inizio della Legislatura, nell'ambito dell'attività legislativa e di quella informativa, anche a seguito di specifici sopralluoghi, è emersa la rilevanza delle problematiche ambientali connesse alla manutenzione delle reti delle infrastrutture idriche e di trasporto. In tale contesto, si è avuto modo di acquisire consapevolezza della necessità di un costante monitoraggio del territorio, non soltanto riguardo alle reti di livello nazionale, ma anche e specialmente con riguardo alle reti infrastrutturali medie e piccole, la cui efficienza consente di prevenire il verificarsi di danni rilevanti in occasione degli eventi alluvionali e dei fenomeni di dissesto idrogeologico,

 

esprime rapporto favorevole, con la seguente condizione:

 

con riferimento al comma 119 dell'articolo 2, in relazione alla riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa alla fissazione delle dotazioni organiche e delle consistenze degli ufficiali, dei sottufficiali e dei volontari delle Forze Armate, sia prevista l'esclusione del Corpo delle capitanerie di porto da tale riduzione – già contemplata dalla legge n. 244 del 2012 e dal decreto legislativo n. 8 del 2014, nelle parti in cui prevedono l'esclusione del Corpo delle Capitanerie di Porto da riduzioni di organico in ragione delle funzioni esercitate – al fine di garantire gli attuali livelli di presidio dell'ambiente marino e costiero, la responsabilità della cui salvaguardia e tutela è posta in capo al Corpo delle capitanerie di porto in virtù del quadro ordinamentale e dalle discendenti linee di indirizzo del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

 

e con la seguente osservazione:

 

si richiama l'attenzione dell'Esecutivo sulla necessità di elaborare un piano di livello nazionale per la manutenzione delle infrastrutture di dimensioni medie e piccole finalizzato a mantenere alto il livello di efficienza delle reti infrastrutturali, idriche e dei trasporti di tali dimensioni, il cui presidio consente di prevenire danni la cui riparazione comporta oneri finanziari più gravi rispetto a quelli necessari per la ordinaria manutenzione. In tale contesto, andrebbero valorizzati i vantaggi ambientali derivanti dal mantenimento del reticolo ferroviario minore anche in considerazione della minore impronta ecologica del trasporto ferroviario rispetto a quello su gomma.

 

RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO PER L'ANNO FINANZIARIO 2015 E PER IL TRIENNIO 2015-2017, LIMITATAMENTE ALLE PARTI DI COMPETENZA, E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE N. 1699 e 1699-BIS - TABELLE 13 E 13-BIS), E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1698

 

La 13a Commissione permanente, esaminate le parti di competenza dello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali per l'anno finanziario 2015, e le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

esprime rapporto favorevole.