Del pensiero e della filosofia digitale

 

In un’epoca che pare segnata dal dominio del codice software, dei sensori, dei dati, degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme, anche i grandi temi della filosofia sono oggetto di ripensamento.
Un mondo in cui sembra che tutto sia destinato a diventare programmabile. Le declinazioni del tema sono state tantissime nel corso dei secoli e hanno attraversato e diviso tutti i campi del sapere e dell’esperienza umana.
 
 
 
«Spazio, tempo, esperienza, soggettività, apprendimento, legge, sovranità, realtà: in un mondo in cui sembra che tutto sia destinato a diventare programmabile e in un’epoca che pare segnata dal dominio del codice software, dei sensori, dei dati, degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme, anche i grandi temi della filosofia sono oggetto di ripensamento. Da un lato presentare per la prima volta al lettore italiano le frontiere più avanzate, a livello internazionale, del pensiero e della filosofia digitale; dall'altro riuscire a farlo non solo in maniera semplice e sintetica ma soprattutto con un approccio nuovo, che di questi concetti indaga impatti tecnologici e ricadute strategiche per lo sviluppo di business – digitali, algoritmici e artificiali – sempre più innovativi».
 
Oggi l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani, e dalla relazione di ciascuna persona con sé stessa, che genera un determinato modo di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente. C’è un’interazione tra gli ecosistemi e tra i diversi mondi di riferimento sociale, e così si dimostra ancora una volta che «il tutto è superiore alla parte». Da qui, la condanna esplicita del paradigma tecno-scientifico, che con l’egoistica pretesa di risolvere da solo i problemi sociali ed ecologici, non tenendo conto delle relazioni che esistono tra le cose, non fa che crearne altri. Intanto si susseguono le iniziative sui massimi temi del pensiero occidentale.
 
Una coda interminabile per assistere a un convegno di filosofia in Fondazione Cariplo. Nessuno si aspettava una folla come quella arrivata in un sabato pomeriggio quasi estivo, in via Romagnosi, per ascoltare il Nobel per la Fisica del '99, Gerard‘t Hooft, il filosofo Emanuele Severino e il teologo Piero Coda. Argomento del convegno, un tema che si trova sia alle radici della meccanica quantistica, la più enigmatica teoria fisica, sia alle origini del pensiero occidentale: la contrapposizione e l’intreccio tra determinismo e libero arbitrio.  Temi da aule universitarie e da specialisti, che hanno però fatto registrare il tutto esaurito anche in un giorno festivo, di bel tempo. Non c'erano crediti da accumulare, ma oltre 400 persone si sono accalcate nella sala grande dei congressi di via Romagnosi per ascoltare un dibattito sui massimi temi del pensiero occidentale dai tempi dei Greci, tremila anni fa.  
 

Il «Divenire» e’ davvero reale, come sembra a tutti nell’esperienza di ogni giorno? L’Evento Elementare e’ davvero, nel senso radicale richiesto dalla Meccanica Quantistica, un prodotto del Caso? Pare riproporsi oggi, ancora una volta, il ciclopico scontro tra Eraclito e Parmenide - questo il genere di domande a cui si è cercato di dare risposta, spiega Marcello Esposito, professore all'università Cattaneo di Castellanza dove insegna International Financial Markets - Quali le conseguenze di questa visione della Natura nelle nostre concezioni dell’Uomo e di Dio? E’ dunque possibile interrogare e farsi interrogare da fisica e filosofia teoretica?». Aprire questa riflessione, questo «vedere», con un dialogo fra un grande fisico e un grande filosofo, ha aperto nuovi scenari. E ne ha confermati altri. «Abbiamo cercato di creare dei ponti fra diverse branche del sapere. Siamo arrivati al confine fra fisica e metafisica, rimettendo in contatto filosofi e fisici, parlando delle domande che ci siamo posti da sempre, sulla natura deterministica o meno, sull'interrogativo a proposito del ruolo dell’uomo nella creazione», sottolinea Esposito. Alla fine, c'era la gente in piedi che applaudiva, una folla dei grandi eventi.