La digital transformation e il marketing: come avvicinare le strategie di marketing al consumatore

I processi di digital transformation stanno finalmente interessando sempre più aziende e settore delle aziende.

É chiaro: la globalizzazione e la liquefazione dei confini rende le figure professionali di marketing management, ecommerce management e CDO il momento di snodo di strategie, più o meno nuove, che fanno i conti con:

• un consumatore che preferirebbe acquistare prodotti no-brand ma da nelle grandi catene di distrubuzione (ovvero si cercano prodotti senza brand ma ci si fida solo delle grandi catene distributive!);

• un consumatore che cerca di non essere considerato massa che poi invece segue mode e modi, come sempre è stato;

un rapporto col consumatore frantumato, per la moltiplicazione dei canali di contatti;

un rapporto disintermediato, dove il produttore è sempre più lontano dal consumatore — spesso anche nel cosidetto km0 —e disintermediati anche tra proprietari del negozio e commessi, dove sono sempre di più i brand marchi a essere proprietari degli store — online e fisici

Tutti questi punti (e altri) rendono, per chi si occupa di marketing, essenziale avvicinarsi al consumatore con la strategia, la comunicazione e i canali di comunicazione al fine di creare un rapporto che potremmo definire "empatico", capace di non interrompere il normale scorrere della vita, ma anzi, di avvicinarsi come elemento che arricchisce e completa l'esperienza del cliente.

Per farlo, sempre di più nei prossimi mesi, ci avverremo di elementi digitali che, per sommi capi riassumerei in questi 4 "trend":

  1. i big data: analisi, analisi, analisi ma anche inferenze, intuizioni, ricerca. La disponibilità di grandi quantità di informazioni non deve farci schiacciare dalla quantità; quindi bisognerà stare attenti alla selezione e alla qualità delle informazioni da analizzare. Dati salienti e importanti devono prendere il posto dalla quantità di numeri non utili al business e alla crescita dello stesso.
     
  2. IoT: avremo sensori in ogni dispositivo e in ogni luogo in grado di catturare dati e informazioni sui nostri clienti ma anche sui nostri oggetti; sugli spostamenti degli uni e degli altri e delle interazioni tra oggetti e tra clienti. Informazioni che torneranno utili per migliorare la qualità dei prodotti ma anche del marketing: geolocalizzazione tramite beacon, interazione con le macchine a distanza, automazioni tra macchine. Un intero mondo di comunicazione machine-to-machine che il mondo del marketing può sfruttare a proprio vantaggio con l'obiettivo di semplificare la vita al cliente, entrare in contatto con lui solo se desiderato, massimizzare gli investimenti media e ottimizzare i ritorni di business.
     
  3. Virtual and Augmented Reality: qui saranno soprattutto il mondo dell'e-commerce e del travel a avantaggiarsene, oltre al videogaming e l'intrattenimento. Ma l'e-commerce manager dovrà gestire un nuovo canale attraverso il quale non solo vendere il prodotto ma presentarlo, creare storie, interazione; trasformare il semplice prodotot in un artefatto cognitivo esplorabile e che, attraverso l'integrazione con le tecnologie IoT sui punti vendita può incrementare il nomadismo e lo spostamento dal virtuale al reale e viceversa.
     
  4. Artifical Intellingence: non solo chatbot e customer care più personalizzabili, ma anche interrogare dati e restituire risultati in tempo reale, estrazione ed elaborazione dei dati non richiederanno più la presenza di un umano ma saranno le macchine a consigliarci cosa offrire, abbinare, consigliare o regalare ai clienti in un'ottica sempre più machine-learning oriented dove le macchine, al pari dei vecchi e bravi proprietari di minimarket, potranno dare una parvenza di umanità in più al nostro marketing.

Nella tua organizzazione come state affrontando queste trasformazioni?

E come sta cambiando il vostro modo di fare advertising?