Grande mostra su’ Astrattismo alla casa del Fascio

Un’ora di colloquio con il primo cittadino e subito alcuni paletti ben precisi per immaginare la rinascita della Como culturale.  «La prima idea riguarda la casa del Fascio oggi occupata dalla finanza invece che da un luogo di cultura. Potrebbe invece essere uno stupendo museo dell’arte astratta a livello europeo e proprio qui sarebbe grandioso allestire una grande mostra naturalmente sull’astrattismo. Un tema di respiro internazionale ben connesso con il territorio». La prima proposta emersa dal faccia a faccia tra Vittorio Sgarbi, convocato in città per rianimare la vita culturale in riva al lago, e il sindaco Mario Landriscina.

A mo’ di passatempo ho da sempre seguito lo svolgersi delle iniziative culturali, in particolar modo le «Grandi Mostre», cercando l’apprendimento ed il possibile «godimento estetico», ma anche il tentativo di sollecitare la conoscenza per far sì che l’uomo diventi «l’artefice del futuro personale e dell’umanità intera». L’idea di un’affascinante dimensione «dell’economia fondata sulla conoscenza». «La città della conoscenza»: un disegno urbano tanto rivoluzionario nella sua profonda prospettiva democratica? Se oggi i mezzi di produzione risiedono realmente nella mente dei produttori, allora assisteremo ad una maggiore diffusione dell’uguaglianza delle opportunità dal momento che chiunque potrà generare una grande idea.

L'affermazione dell'arte astratta non è altro che «la logica tappa del processo evolutivo della filosofia pittorica moderna. Dopo la ribellione nei confronti dell'arte accademica, maturata nelle correnti artistiche dell'Ottocento, evolutesi poi nella riduzione dell'oggetto all'essenzialità Geometrica di Cézanne,  nella concezione   Espressionista del quadro, favorendo l'aspetto emozionale a quello estetico, nell'eliminazione della visione prospettica del Cubismo e nella possibilità di un linguaggio di puri colori suggerita dai Fauves, cosa era rimasto da dipingere? Eliminato il soggetto e la sua rappresentazione figurativa riconoscibile, l’astrattismo vuole creare un linguaggio artistico rivoluzionario capace di migliorare la condizione umana».

L'Astrattismo è un'avanguardia artistica nata nei primi anni del XX secolo, in zone d'Europa lontane tra loro, dove si sviluppò senza intenti comuni. Il termine indica quelle opere pittoriche e plastiche che esulano dalla rappresentazione oggettiva della vita reale. L'astrattismo usa un linguaggio visuale di forme, colori e linee con lo scopo di creare una composizione che possa esistere con un grado di indipendenza dalle referenze visuali nel mondo. L'arte occidentale è stata, dal Rinascimento fino al 19° secolo, segnata dalla logica della prospettiva e dal tentativo di riprodurre un'illusione della realtà visibile. Ma l'accessibilità alle arti delle culture altre rispetto a quelle europee mostrano modi alternativi di descrivere l'esperienza visiva agli artisti. Dalla fine del 19° secolo molti artisti sentirono il bisogno di creare un nuovo tipo di arte che includa i cambiamenti fondamentali che stavano avvenendo nella tecnologia, nelle scienze e nella filosofia. Le fonti da cui gli artisti estraevano i loro argomenti teorici erano diverse, e riflettevano le ansie sociali e intellettuali in tutte le culture occidentali del tempo.

                                                                                                                                    

Fonti: Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L’approfondimento sul Corriere di Como in edicola venerdì 6 ottobre