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Buon Natale

Procedono velocemente i lavori a Monte Olimpino per la realizzazione da parte della catena valtellinese di un supermercato di mille e cinquecento metri quadrati di superficie di vendita, per duemila e trecento metri cubi complessivi: sorgerà sulle ceneri della ex Oec, azienda che ha dato lavoro a centinaia di persone della zona per anni. Previsto anche un nuovo parco pubblico attrezzato con giochi per bambini, un piano con cento diciannove posteggi interrati a servizio del supermercato e quarantotto stalli a raso a servizio pubblico.

Il progetto costruttivo di cantiere rappresenta la fase finale del processo di progettazione che porta un’opera alla sua completa esecuzione. In effetti, il progetto costruttivo non è una fase di progettazione individuata all’interno della normativa vigente in materia di lavori pubblici, che viceversa rimanda al progetto esecutivo il compito di contenere al suo interno tutte quelle indicazioni che rendono un progetto effettivamente eseguibile in ogni sua parte. Nonostante questa indicazione contenuta nella L. 109/94, però, la realtà nell’ambito delle costruzioni è ben diversa, essendo chiaramente presente una fase progettuale successiva alla progettazione esecutiva, che scaturisce da una serie di esigenze diverse, e che viene sinteticamente individuata in “progettazione costruttiva”.

L’origine della conoscenza (talento) organizzativa risiede nell’intuizione e nel talento individuale. Le persone di talento possono intraprendere performance migliori quando “lavorano insieme”, poiché attraverso l’interazione sociale e la condivisione delle personali esperienze e conoscenze tipiche delle pratiche sulla formazione professionale è possibile che la talentuosità individuale unita alla capacità di lavorare in gruppo, attivino delle comunità di apprendimento. 

Ogni qualvolta che s’intraprende un nuovo progetto o a seguito di nuove disposizioni per mutare strategia, inizia la fase di studio con l’impegno di apprendere la concezione, conoscere il complesso di elementi e assimilare i contenuti: una propedeutica atta a fissarne lo scopo, definire le discipline e formare i gruppi per svolgere le rispettive competenze. Una consuetudine contemplata dalla buona pratica: insieme con altri attraverso la pratica del lavoro, ho potuto permeare la mia esperienza operativa.

In una situazione del tutto informale si è sempre cercata l’influenza reciproca nel condividere ruoli, interessi, esperienze e motivazioni: una pratica consistente nell’applicazione della conoscenza e la dinamicità del processo di apprendimento per ognuno. Una partecipazione non del tutto convenzionale, ma sollecitata da una ormai, ineluttabile necessità di sperimentazione: squadre di lavoro, con orientamento a un compito specifico, uniti dall’azione e dal significato che tale azione riveste, ci rendeva intenti a facilitare il trasferimento della conoscenza tacita e l’applicazione dei più dotati, per puntare a migliorare l’efficacia dell’apprendimento complessivo lavorando.

Il raggiungimento dello scopo ci faceva persistere con caparbia tenacia in atteggiamenti di fermezza, spesso nonostante l’evidenza contraria per le talune contingenze. Non solo sfumature, ma intensi dissidi la cui compensazione ci portava a progredire. Reminiscenze gratificanti allora. Soddisfazione ora virtuale, che in ogni caso consente di passare il tempo, ormai da pensionato, a guardare con attenzione e meditare il contingente: rendersi conto quale è l’evoluzione e costatare una notevole produzione letteraria messa a disposizione dalle nuove tecnologie, ma al tempo stesso una notevole ritrosia piuttosto generalizzata ad adeguarne i comportamenti. Rattristano le notizie catastrofiche che si susseguono e che ci lasciano ovviamente allibiti, in una situazione di crisi economica prima che politica, per l’incapacità di intraprendere quel processo di creazione di conoscenza organizzativa utile per trovare il rimedio.