Il cloud non è (solo) un fatto di costi, è un tema di cambiamento

Il cloud non è un tema tecnologico.

Il cloud non è un tema di risparmio dei costi.

Il cloud è un tema di trasformazione aziendale verso una maggiore agilità.

Prendo spunto da questa infografica dell’Osservatorio Cloud Transformationdel Politecnico di Milano per mettere assieme alcuni stimoli raccolti in varie situazioni nell’ultimo mese.

Se ci limitiamo a guardare anche solo l’Italia, il Public & Hybrid Cloud, gestito da provider esterni e con l’interconnessione tra Cloud pubblici e privati, raggiunge 1,24 miliardi di Euro (+28% su anno precedente); il Virtual & Hosted Private Cloud, ovvero i servizi infrastrutturali residenti presso fornitori esterni, valgono 593 milioni di Euro (+14%).

Non è nemmeno più in discussione per i nuovi progetti ricorrere a questo genere di soluzioni, secondo IDC è la scelta nel 75% dei casi (con un 37% di Cloud First e un 38% di Cloud Also) mentre dalla ricerca del Politecnico è la via preferenziale nel 25% dei casi, se non addirittura una scelta obbligata (6%).

Sempre secondo IDC però se è vero il 73% delle aziende hanno almeno un cloud all’interno di questo panel poi l’84% delle organizzazioni hanno più cloud diversi, magari in vari dipartimenti con un 83% di crescita di costi e complessità a fronte di solo un 10% di spostamento delle applicazioni aziendali complessive sulla nuvola.

E allora è davvero la direzione corretta? Sì, lo è.

IL COSTO NON È L’UNICO DRIVER

Il punto è che finora il Cloud è stato visto come un fattore di risparmio, e lo è per molti versi perché permette di avviare progetti scalabili senza dover investire cifre enormi per essere pronti fin da subito alla crescita e all’auspicabile (ma non certo) successo.

Tuttavia la modernizzazione del core informatico in ottica di maggiore flessibilità è un concetto molto più legato alla strategia che al saving, perché porta verso una capacità di essere un’impresa adattiva, il concetto chiave di tutto l’ultimo Digital Transformation and Innovation Forum di Londra.

Inoltre, il cloud offre l’accesso a una quantità elevatissima di servizi innovativi che sono il contraltare della modernizzazione del core in un’ottica di vera business transformation.

È un dato che emerge anche dalle aziende intervistate dal Politecnico, il cloud rappresenta infatti un abilitatore chiave per gli ambiti dei Big Data Analytics (52%), Collaboration (49%), AI e Cognitive Computing, e Internet of Things ed Edge Computing (entrambi 44%).

In questo senso molto è stato detto e mostrato nell’ultimo Google Cloud Summit, durante il quale ho avuto modo di sentire le già citate presentazioni di IDC nell’ambito degli incontri del leader connect.

L’impressione che ne ho avuto è stata di grande continuità con quanto avevo visto e raccontato rispetto al Google Next di Londra: stiamo andando verso una tecnologia as a service dove viene richiesta sempre meno competenza tecnica per creare le cose, a favore di un maggiore sfruttamento dei servizi su cui costruire. La sfida diventa dunque non l’accesso alla tecnologia ma il fatto di avere delle idee su come usarla e le capacità per farla funzionare al meglio.

Da questo punto di vista secondo me c’è il maggiore punto di scollamento tra le aziende e questo genere di soluzioni, che oggi stanno andando avanti molto più velocemente di quanto le organizzazioni siano in grado di capire.

LE PERSONE E LA CULTURA

Per IDC i technical leader devono essere promotori e supportare una nuova cultura, in un contesto dove in media oltre il 30% del lavoro dei knowledge worker si svolge in mobilità o comunque non nelle classifiche situazioni di ufficio.

Servono inoltre competenze interne, secondo lo studio del Politecnico solo l’8% delle aziende ha già un team dedicato alla gestione del Cloud e il 13% lo vuole introdurre, ripensando organizzazione aziendale e figure professionali per poter cogliere le nuove opportunità a disposizione.

Una copertina recente dell’Harvard Business Review, dal titolo “The Ai-Powered Organization”, mostra un piccolo robot che si affaccia da una porta e un sotto-titolo che suonava all’incirca “Artificial Intelligence, il problema non è la tecnologia. È la cultura”.

Quindi l’equazione è vincente è Right Tech + Right Culture.

Se ne potrebbe parlare per ore. Ma il concetto è chiaro: non è un tema tecnologico, non è un tema di risparmio dei costi.

Il cloud è un tema di trasformazione aziendale. E così deve essere inquadrato nella strategia.

Gianluigi Zarantonello via https://internetmanagerblog.com