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Apertura della campagna elettorale. Il discorso di Berlusconi tra storytelling, flash back e framing

04/03/2008 40802 lettori
4 minuti
Il primo capitolo di questa nuovo film che si intitola campagna elettorale 2008 parte da Milano. Silvio Berlusconi, il regista, ha deciso di giocare in casa per lanciare la sfida a Walter Veltroni. L’intervento del leader del centrodestra da un punto di vista della tecnica della comunicazione non si discosta dallo stile e dal registro linguistico utilizzato nella scorsa campagna elettorale.
 
Le parole portano sempre con sé una certa inquadratura dei fatti non sono neutrali” così spiega lo spin doctor americano Lakoff la forza delle parole. Una definizione che ben sintetizza l’utilizzo del tone of voice e del campo semantico da parte di Berlusconi nell’intervento di da San Babila.
 
L’analisi del discorso del leader di Forza Italia porta in superficie la capacità del Cavaliere, e dei suoi strateghi della comunicazione, di saper manipolare le tecniche di spin. In inglese spin significa “effetto creato da un giocatore di cricket o di tennis nella traiettoria impressa alla palla giocata, ma che applicato alla politica democratica rappresenta la sintesi di alcune moderne tecniche di comunicazione politica” .
 
Prima di passare ad alcuni chiavi di lettura più specifiche è necessario, però, sottolineare come lo stile della comunicazione berlusconiana ruoti attorno allo story telling, che costruisce il discorso politico come un racconto, come la narrazione di una storia. È quello che fa Berlusconi da anni con dei topoi fissi: i comunisti, la magistratura rossa, le cooperative, le tasse vero freno del Paese, eccetera…E nei momenti di spannung della narrazione berlusconiana il registro linguistico entra nella dimensione dell’hate speech o il linguaggio dell’odio che considera i competitor non avversari, ma nemici. Storytteling e hate speech sono due assi portanti della comunicazione del presidente di Forza Italia e che si possono rilevare anche nell’esordio di questa campagna elettorale e che risulta ben chiaro in alcune affermazioni:
 
“Per il Pd è indispensabile per sottrarsi all’abbraccio mortale dell’estrema sinistra comunista”.
 
“La sinistra fatta di comunisti. In troppi, a sinistra, hanno l'idea che, per alcuni popoli, sia meglio un regime autoritario. Me lo sono sentito dire io. Per loro, democrazia e libertà non devono essere diffusi”.
 
Berlusconi si presenta all’appuntamento di Milano con il nodo dell’Udc. Un rapporto che sembra in difficoltà e che getta alcune ombre per il futuro, ma “di fronte alle difficoltà la comunicazione politica spin può cambiare struttura narrativa con un genere di onnipotenza che somiglia a quella degli scrittori, i quali possono imporre alla trama tutte le svolte che vogliono”. E lo fa attraverso il framing, ovvero la capacità di cambiare inquadratura e Silvio Berlusconi parla delle difficoltà del Governo Prodi, della storia del Pd, dei Ds e Margherita.
 
Un framing che viene rafforzato attraverso alcune argomentazione, che dal punto di vista dello spin possono essere definite ad hominem, ovvero che fanno riferimento come dici Borsetti “sui difetti dell’interlocutore e non sulle questioni di merito”. Silvio Berlusconi attacca in maniera frontale gli avversari, ma senza scendere mai su terreno delle questioni concrete.
 
"Dobbiamo sempre ricordare di dire a tutti, durante questa campagna elettorale, che il Partito Democratico è il partito di Prodi", ha sottolineato Berlusconi. "Ricordiamo - ha aggiunto - che questo Pd è quel partito che ha sostenuto il governo di Romano Prodi. Il governo che ha aperto agli immigrati clandestini facendo diminuire la sicurezza dei cittadini e aumentare la criminalità e che ha negato il finanziamento alle forze di polizia. Il governo che ha alzato le tasse, 700 euro in più per ogni cittadino solo a Roma. Il governo che ha fermato le grandi opere come il Ponte sullo Stretto di Messina".
 
 
Nella comunicazione politica spin succede che per ragioni di meccanica della storia o per fornire argomentazioni al lettore, in questo caso l’elettore, è necessario introdurreun personaggio tinca che non ha particolare rilevanza per la discussione in corso, ma che serve a convincere l’elettore. Una tecnica spesso utilizzata proprio degli sceneggiatori e dagli scrittori di romanzi e che viene definita fatto trinca come la definisce Borsetti nel suo libro “Spin”. Un elemento spia che accende le luci sulla politica fiction di Berlusconi. E il Cavaliere riporta in vita Marx per convincere gli elettori che questa sinistra dalla forte matrice comunista
 
“Impone per storia e ideologia le tasse ai padroni. Per motivi di lotta di classe e odio verso la borghesia”.
 
In alcuni passaggi, poi, Berlusconi si concentra sul confronto uno contro uno. E questo non viene sul terreno delle proposte programmatiche fatte dall’avversario politico, ma sul tentativo di collocare la sfida, invece, personalizzandola, sulle caratteristiche personali del candidato, della sua storia, della sua vita privata. Una tecnica dello spin che va sotto il nome di horse race e che nell’oratoria di San Babila si manifesta in queste parole:
 
“Veltroni? Un uomo di sagrestia della politica, un uomo della politique politicienne. Vorremmo avere in politica esponenti della vita vera e non mestieranti della politica". 
 
 
In ogni racconto che si rispetti, poi, non manca, poi, il rifarsi al passato per toccare le corde dell’emozioni ed evocare sentimenti forti. Silvio Berlusconi utilizza il flash back nel discorso di San Babila. In un momento in cui tutti si presentano come il nuovo lui ha tirato fuori il fogliettino su cui, il giorno in cui era sceso in politica 15 anni fa, aveva appuntato i valori che lo muovevano: la libertà. La libertà d'impresa, quella più importante, ma anche quella di espressione e di opinione”.
 
Concludendo Berlusconi non disegna nel suo intervento l’idea di un’Italia nuova, si concentra sul veicolare l’idea di bene (Pdl) e di male (gli altri competitor politici). In questa fase si concentra sul framing, ovvero quella tecnica che permette di imporre il proprio slogan, il proprio messaggio e lo fa con argomentazione ad hominem verso gli avversari e le attività del Governo appena caduto, ma non lancia idee e proposte. Ci sarà tempo per mettersi al centro della scena e attivare quel processo di indexing, ovvero la “capacità di mettersi al centro dell’agenda dei media, delle discussioni dell’opinione pubblica e che permette di scalare le posizioni nella gerarchia quotidiana della notizie”.
Andrea Altinier
Andrea Altinier

Andrea Altinier, laureato in Scienze della Comunicazione, vive e lavora tra Trieste, Udine e Treviso.

Ha collaborato con il Comune di Udine per la realizzazione del Bilancio Sociale. Consulente della società di ricerca Swg di Trieste, segue, tra l’altro, la redazione della rivista di comunicazione politica on line www.postpoll.it.

Ha seguito come spin doctor alcune campagne elettorali locali.

Collabora con alcune testate locali e scrive di comunicazione politica e nuovi media sul sito www.politicaduepuntozero.it.

Cura una rubrica su www.comunitazione.it. Espero di comunicazione politica e di giornalismo on line. In uscita a settembre edito Franco Angeli, Comunicare la politica (edizione aggiornata), scritta in collaborazione con Luca Gaudiano e Francesco Pira.