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Il mirino di Spotbuster centra il nuovo spot Chanel Rouge Alloure.

10/04/2008 71956 lettori
5 minuti

Ciao a tutti, ci ritroviamo con una nuova cattura di Spotbuster. In questi giorni abbiamo osservato le prede di passaggio sul piccolo schermo e alla fine il nostro mirino è finito sul nuovo spot di Chanel, in onda dallo scorso 16 marzo su Canale 5, Italia 1 e sui principali canali satellitari.

Lo spot dedicato al rossetto Rouge Alloure dura 45” e si apre sul gesto fulmineo di una mano maschile, che fa scattare l’astuccio del rossetto. Al click della chiusura, seguono le immagini di uno splendido nudo femminile, interpretato dalla modella svizzera Julie Ordon. La donna si muove sensualmente tra le lenzuola di una stanza lussuosa, illuminata da tenui
raggi di sole. La camera segue le sue evoluzioni, mostrando di tanto in tanto il suo compagno, che le sta sdraiato accanto, vestito elegantemente, mentre gioca maliziosamente con il suo rossetto. La camera non inquadra il volto maschile, focalizzando tutta l’attenzione sulla sensualità di lei e sui gesti di lui. La citazione cinematografica al film “Il disprezzo”, è
evidente, dove nella camera di un appartamento romano in allestimento Brigitte Bardot chiedeva a Michel Piccoli quali parti del suo corpo preferisse di più. Allo stesso modo Julie Ordon si rivolge all’uomo misterioso, concentrando l’attenzione di lui sulle sue labbra. Nella
chiusura del video la donna si trucca mostrando il prodotto, compare su fondo nero il logo e l’astuccio che si chiude liberando il suo suono. La musica dello spot è la stessa del film dal 1963, composta e orchestrata da Georges Delerue.
La regia è di Bettina Rheims, che, basandosi su una sceneggiatura di Serge Bramly, ha reinterpretato una scena leggendaria dello storico film di Jean-Luc Godard.
Anticipando le domande dei numerosi pubblivori che seguono questa rubrica vi diamo un paio di notizie in più sulla produzione. Lo spot è stato girato in un grande studio nei dintorni di Parigi e le immagini del packshot sono state realizzate grazie al prestigiatore Stefan Leyshon. Grazie alla sua abilità nel manipolare gli oggetti, l’astuccio compare e scompare nella mano maschile inquadrata.

L’ACCUSA
Uno spot di stampo maschilista, la donna e nuda mentre l’uomo padrone è completamente vestito. Inoltre la carica erotica di lei è talmente forte da mettere in ombra il prodotto.

LA DIFESA
Alt. Pensiamo al target. Chi compra il rossetto Chanel? La difesa ha concluso.

LA SENTENZA
Lo spot è un esempio di ottima creatività e di perfetta esecuzione, esteticamente impeccabile, strategico e altamente incisivo. Non si può che dare ragione alla difesa, guardando al target di questo prodotto.Mi dispiace catturare spot meritevoli e più raramente prede da fare a pezzi, ma questo succede perché probabilmente sono abituato a vedere in onda pubblicità piuttosto piatte e, resto maggiormente colpito solo quando noto qualcosa di interessante. In questo caso sono rimasto attratto dall’uso allargato dei sensi. Oltre alla vista, nel film si dà ampio spazio al suono del prodotto, su cui la casa cosmetica ha investito molto. Il click del rossetto comunica e allora si è deciso di far arrivare alle orecchie femminili quel suono ancor prima di arrivare in profumeria. Anche la manipolazione è messa ben in evidenza, al punto che lo spettatore desidera il contatto con l’astuccio. Riguardo alle ragioni dell’accusa c’è da dire che lo spot in questione ha suscitato qualche polemica in Canada, dove è stato addirittura proibito dall’ufficio televisivo statale perchè i suoi contenuti erano esplicitamente sessuali e la modella era completamente nuda.

Per chi volesse approfondire, il making of dello spot è visibile sul sito www.lerougechanel.com

Vi saluto e vi do appuntamento alla prossima cattura.

Gianfranco Virardi
Gianfranco Virardi
Blogger | Mobile Application Developer

Gianfranco Virardi è un Copywriter al lavoro dal 1992.

Laureato in Economia e Commercio, specializzato in marketing strategico e vincitore di una borsa di studi in Tecnica Pubblicitaria presso lo IED. Ha lavorato per molto tempo come freelance e come consulente di comunicazione per agenzie e aziende leader a livello internazionale.
E’ docente di "Scrittura Creativa" e "Tecnica Pubblicitaria" all’Accademia Nazionale di Comunicazione e Immagine di Roma, con l’alto patrocinio della TP, Associazione dei Tecnici Pubblicitari.


Da luglio 2003 ha creato la sua bottega creativa, lo studio GIANFRANCO VIRARDI, che collabora con agenzie e aziende internazionali.
Insieme ad altri autori, ha scritto il libro "SruMenti per Comunicare 1" edito da Comunicazione Italiana. Nel 2002 ha scritto il romanzo dedicato alla pubblicità "Coperte di parole", con lo stesso editore. Nel 2004 ha curato il volume “Fare Promozioni” edito da Buffetti. Nel 2006 ha curato il manuale della vendita "Siamo tutti venditori", divenuto in breve un autentico successo editoriale, edito da Lupetti.


Vive e lavora a Roma, dove almeno una volta la settimana prende la metropolitana per guardare e ascoltare le persone.