I racconti delle risorse Umane...
Dopo aver conosciuto Sara, continuai a vagare per Milano
Come lei, avevo sognato una carriera possibile, una crescita professionale magari Eppure mi ritornava in mente l’immagine della mia testimone: il mio direttore generale commossa per me, sebbene qualche giorno prima avesse dato il mio lavoro a un altro
Che rabbia, che rabbia!!!
Dopo qualche giorno, la rabbia era ancora intatta ma almeno avevo riposato un po’
Decisi di cambiare città e tornai in aeroporto
Lì, in sala d’attesa, conobbi Marina e la sua storia
Svegliati, svegliati Devo parlarti!
Lo fece scendere dal letto rapidamente, quasi si trattasse di un’emergenza Alle tre di notte non poteva che trattarsi di un’emergenza
Tesoro, che succede non stai bene?
No, Papà C’è che ho trovato il coraggio di dirti una cosa
A quest’ora? Perché non ne parliamo domattina con calma?
No, ora È il momento!
Si sedettero attorno al tavolo della cucina e Marina svuotò il sacco delle emozioni e delle scelte razionali Era arrivato il momento di cambiare facoltà Aveva tentato di studiare Economia, e pure per tre anni Ma nulla
Non era quella la strada Il desiderio d’infanzia di studiare Lingue non era scomparso Era fermo lì
Ti prego, mettimi alla prova solo per un anno Solo uno! Poi ti prometto che ritorno a Economia…se…beh, se non ingrano…
Forse dipese dall’ora tarda, ma ebbe il permesso
Via allora! Partenza, valigia e tanto voglia di farcela!!
Semiotica generale, Letteratura Inglese I, Tedesco avanzato, 30, 28, 30 e lode…lode Lodi, tante lodi Lodi sul libretto, lodi per l’autostima Lingue era la giusta strada, alleluia!
La speranza nacque in questo modo, col primo voto positivo Era una speranza piccola eppure già viva e orientata a proseguire la strada dello studio Gli esami non bastavano: Lingue era una missione ed era utile da insegnare agli altri Del resto, prendendo l’autobus ogni mattina, Marina si ripeteva “Se non comunichi con tutti, non esisti Se parli la lingua degli altri Paesi, azzeri le distanze!”
Ok, ok, il costo di questi pensieri era vivere sola in una regione, lontano da casa, e non avere gli amici con sé Ma quando ti senti di fare davvero qualcosa, sei un pazzo se non segui quella voce!
Papà, mi hanno proposto di collaborare con la cattedra di Inglese I anche se non mi sono laureata ancora!
Il Papà, la sua famiglia, provarono un’emozione opposta, quasi drammatica: felici per l’opportunità della figlia, tristi per il rischio di perderla Ma le famiglie sono così…ti prendono per mano, ti aiutano finchè possono…poi osservano il volo, e non fa niente se devono fare sacrifici per farti volare più in alto I genitori darebbero la vita per non vedere mai un atterraggio, ma solo il decollo
Marina il primo anno ebbe un bel co co co iscrizione alla gestione separata all’I N P S e una prima tacca splendente sul curriculum
Il secondo anno, fu disastroso Solo scarsi occasionali come presagi dell’atterraggio
Il terzo anno, invece, un fantastico co co pro ma come mai?
Beh, perché si era stancata di lavorare quasi gratuitamente facendo sostenere sforzi economici ai genitori per mantenerla Quindi, si era impuntata col Professorone e aveva espressamente detto che non avrebbe corretto compiti e seguito tesisti fino a quando non sarebbe stato pronto un contratto
Così fu, contratto pronto! Ma insieme al contratto c’era anche un biglietto di sola andata verso la disoccupazione
Cosa è successo: La risorsa Umana ha dovuto sostenere una gavetta troppo costosa Si è ritenuto opportuno pretendere e aspettarsi una forma di collaborazione gratuita, sapendo che la famiglia della risorsa avrebbe provveduto all’aspetto economico In questo modo è stata azzerata la dignità di un nucleo familiare
Cosa pensa Marina oggi: Forse avrei dovuto far dormire Papà quella notte Anche se…anche se ho studiato Lingue e ne sono felicissima Ok, qui non è andata però ho maturato delle competenze Forse qualcosa in più la so fare e magari non è il caso di vedere il bicchiere mezzo vuoto Prendo il volo del “mi rimetto in gioco” senza spaventarmi se gli scali saranno numerosi Questa è la precarietà purtroppo ma almeno potrò viverla e affrontarla con chi mi ama

