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Anno 2005 - WOM - il nuovo paradigma di successo nella comunicazione aziendale

26/09/2005 22820 lettori
5 minuti

Si riducono i giganteschi budget aziendali a favore di concessionari pubblicitari; il nuovo must per gli operatori di marketing e della comunicazione sarà far si che i propri clienti/utenti/consumtori parlino spontaneamente e positivamente del prodotto/servizio che è stato loro fornito.

Ebbene si, eravamo abituati alla pubblicità e al merchandising oggi c’è il WOM secondo cui è il consumatore in prima persona a diventare in primo luogo il portatore e diffusore di valori, codici, esperienze, conoscenze insomma un vero e proprio “ambasciatore” della marca. A sentirla così in realtà sembra di aver fatto come i gamberi….un bel salto indietro.

Sembrerà un paradosso o solo un ritorno al passato ma non c’è dubbio che il modo di fare azienda e di comunicarla stia sicuramente riprendendo quello antico, quello dei nostri nonni; il modo di fare “business” sta tornando nel suo luogo originario, per le strade, tra la gente ed è nuovamente ad appannaggio del soggetto che ne deve essere principe: l’individuo.

E’ proprio per questo che oggi si parla del WOM – Word Of Mouth o soltanto, per noi italiani, di passaparola.

Cos’è il WOM?

E allora, l’ho già ripetuto diverse volte, il WOM non è altro che il “passaparola” ( a dirla così ricordo la pubblicità di un detersivo…).

In termini più dotti è una forma di comunicazione a due stadi per cui l’azienda lancia diversi stimoli (particolarmente importanti quelli connaturati nel prodotto/servizio principale che siano veramente straordinari) a soggetti anticipatori e mediatori (opinion leader, trend setter, anticipatori, starnutitori secondo Godin) in modo tale che questi li diffondano in un’ottica di marketing virale ai loro contatti personali e non nei momenti e nelle sedi più opportune.

Quando funziona?

Il Wom assume particolarmente efficacia quando il prodotto/servizio non rientra tra gli acquisti di impulso e comunque riguarda bisogni non ovvii e banali ma che invece, per loro natura, comportano una certa fase di ricerca informazioni, valutazione e comparazione. Tirerei fuori dal mucchio anche quei consumi con un forte coinvolgimento emotivo o comunque i consumi edonistici proprio perché per loro natura sono soddisfatti con acquisti diversi da persona a persona.

Per capirci meglio, un esempio: devo comprare un auto e la mia conoscenza del settore è prossima allo zero, non c’è dubbio che sul mio processo di acquisto le opinioni di mio fratello e dei suoi amici che hanno le mani in pasta nel settore praticamente dalla nascita contino più di qualunque altra pubblicità, blog, forum o redazionale che sia.

In modo diverso invece, se dovessi comprare un gioiello o un quadro per la mia casa difficilmente mi farei influenzare dalle opinioni che ho sentito recentemente o dal consiglio che mi è stato dato da un amico.

Quindi Wom: come si sviluppa? Perché? Conto di sviluppare questi aspetti in un prossimo intervento.

Sandro Aglialoro
Sandro Aglialoro

Sono una persona empatica, mi piace conoscere nuova gente e stare in compagnia degli amici, fare sport, stare all’aria aperta, vivere nuove sfide e viaggiare appena ne ho la possibilità; amo molto leggere e sono appassionato di comunicazione interpersonale e di psicologia. Qualche nota sulla mia formazione: sono dottore in Economia Aziendale. Appassionato di marketing, comunicazione e formazione nonchè di psicologia, internet e della Cina. Nel 1996 ho preso il diploma in ragioneria e per quanto possa sembra strano, è stato proprio durante le superiori che ho maturato la mia “passione umanistica”.
Ho conseguito la laurea in Economia Aziendale presso la Bocconi di Milano con la votazione di 110 e lode, raggiungendo quindi uno degli obiettivi che mi ero prefissato.
Ho una specializzazione in Marketing con un focus al mondo della moda e del design.
Infine ho conseguito un Master in Direzione e Formazione delle Risorse Umane.

Lavoro: mi sono "gettato" nel mondo del lavoro appena diplomato; ho maturato numerose esperienze lavorative ed extraprofessionali in svariati campi (tenuta contabilità, vendita, consulenza finanziaria/assicurativa e previdenziale ed, infine, in consulenza di marketing, in risorse umane e nella formazione). In funzione delle mie esperienze e del grado con cui queste mi appagavano ho impostato la mia formazione, ho compiuto le scelte accademiche di specializzazione ed ho avuto modo di sviluppare flessibilità, team working e una particolare predisposizione ai contatti interpersonali anche soltanto professionali.

Sono una persona vivace, estroversa, amichevole, energica; come dicevo, sono particolarmente portato per la parte più “umanistica” degli studi di economia, quindi mi sono orientato maggiormente verso le aree in cui centrale è l’individuo: il marketing strategico ed analitico, da una parte, e l’internal marketing e le risorse umane, dall’altra.
Da qui la mia ricerca (che continua ancora oggi) e quindi la mia tesi dal titolo “La centralità dell’individuo nelle aziende per la creazione di valore d’impresa” (relatore: prof.ssa Antonella Carù) in cui ho approfondito le relazioni tra customer satisfaction ed employee satisfaction e nella quale propongo un mio “metamodello” e una “metastrategia” con cui ritengo che le aziende possano rivedere la propria organizzazione e il contesto in cui operano.


Ed oggi? Mi sono occupato di marketing all'interno di un progetto con la Cina; oggi lavoro per una multinazionale russa nell'ambito della protezione informatica e saltuariamente mi occupo di formazione a Palermo e a Milano. Da due anni poi MostraMi, la mia grande passione, www.mostra-mi.it, eventi artistici culturali di charity. Insomma, giro a 1000 ma mi piace!!!