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Aò, sò sacchi!

13/07/2006 10912 lettori
1 minuto
In Italia non si è ancora vista la vera pubblicità comparativa (sebbene sia consentita) ed ecco che le aziende già hanno adottato quella imitativa.

Alcuni gestori di telefonia mobile, infatti, hanno già all'unisono (di nome e di fatto, è proprio il caso di dirlo), affidato i loro spot al dialetto romanesco, simpatico ed evocativo, probabilmente, di chi la sa lunga in fatto di affari.

In principio fu la De Sica family (per Tim), poi Claudio Amendola (per 3), infine Totti (per Vodafone).

Totti, in particolare, per confermare la convenienza di un'offerta che prevedeva il risparmio di ben 50 Euro sull'acquisto di un telefonino, ribadiva : "aò, sò 100 sacchi!".

In questi giorni anche Claudio Amendola ha "evocato" il valore delle vecchie lire a mò di Totti per pubblicizzare un'offerta che comprende una ricaricabile con 10 Euro di chiamate gratis e, prendendo a prestito proprio la battuta del calciatore, conclude lo spot così: "aò, sò 20 sacchi!".

Ed io invece mi chiedo: ma an vuoi vedè che c'hanno pure lo stesso autore!