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La Giornata internazionale della Donna.

08/03/2016 9765 lettori
4 minuti

Il Premio Letterario Internazionale “Donna” «promosso dal Centro Italiano Femminile di Fasano ha festeggiato la sua 28esima edizione». La cerimonia di premiazione del concorso si è svolta al Teatro Sociale nella serata del cinque marzo scorso, in anticipo sulla Giornata in cui si celebra l’universo femminile. La cerimonia è stata introdotta dai saluti della prof.ssa Mina Corelli, presidente della sezione locale del Cif. «Il Premio “Donna” è diventato un luogo di scambio, confronto, amicizia, un luogo in cui la cultura può essere goduta in maniera diversa. È un incontro di storie – ha dichiarato la docente – ». Prima di entrare nel vivo dell’evento, però, gli organizzatori hanno voluto offrire al pubblico un’emozionante intermezzo di musica, teatro e riflessione dedicato alla figura di Alda Merini, una delle più importanti voci femminili della poesia e della letteratura contemporanea italiana.

Una donna sul palcoscenico, la poesia inedita di Alda Merini: Un giorno io ho perso una parola/sono venuta qui per dirvelo e non perché voi abbiate risposta/ Non amo i dialoghi o le domande: mi sono accorta che cantavo in una orchestra che non aveva voci/ Ho meditato a lungo sul silenzio, al silenzio non c'è risposta./ Io le mie poesie le ho buttate/ non avevo fogli su cui scriverle./ Poi mi si sono avvicinati strani animali come uomini di antenate bestie da manicomio/ qualcuno mi ha aiutato a sentirmi unica, mi ha guardato./ Pensavo che per loro non c'erano semafori, castelli e strade./ Questo posto sgangherato come il mio cervello che ha trovato solitudini./ Poi è venuto un santo che aveva qualcosa da dare/ un santo che non aveva le catene, non era un malfattore,/ l'unica cosa che avevo avuto in questi anni./ L'avrei seguito/ finché un giorno non sapevo più innamorarmi./ È venuto un santo che mi ha illuminato come una stella./ Un santo mi ha risposto: perché non ti ami? È nata la mia indolenza./ Non vedo più gente che mi picchia e non vedo più i manicomi./ Sono morta nell'indolenza. 

Oggigiorno l'attività creativa delle donne non sorprende nessuno. Anzi, nel campo della critica d'arte, delle direzioni museali e delle soprintendenze, la presenza femminile sta diventando maggioritaria. Ma è solo a partire dal Novecento che «il diritto all'arte» viene esercitato in modo paritario, risultato di un cammino lungo e lentissimo per secoli, divenuto invece rapido, deciso e sicuro negli ultimi decenni.

Da qualche decennio a questa parte il rapporto si è radicalmente modificato: con molto sollievo, si può affermare che la distinzione uomini/donne è caduta, e la sua attuale irrilevanza è il miglior risultato di un cammino lungo e lentissimo per secoli, divenuto invece rapido, deciso e sicuro negli ultimi decenni. In Italia, come in tutto l'Occidente, non provoca alcuno stupore o curiosità particolare l'attività creativa delle donne, e nel campo della critica d'arte e delle direzioni museali, di sovrintendenza e anche ministeri la presenza femminile sta diventando anzi maggioritaria.

La pubblicazione di un denso volume di Martina Corgnati aggiunge un nuovo, importante contributo, ed è lo spunto per queste osservazioni. Si può serenamente dire che almeno fino alle soglie del ventesimo secolo le presenze femminili fra gli artisti erano del tutto episodiche ancorché talvolta molto affascinanti; se è giusto ricordare il ruolo importante svolto da qualche grandissima donna nel campo del mecenatismo (si tratta ovviamente per lo più di regnanti, come ad esempio la marchesa Isabella d' Este, la regina Cristina di Svezia o la zarina Caterina II), del tutto assenti risultano scritti femminili nell'ambito delle ricerche storico-artistiche e della trattatistica.[1]

 

 

Fonte: http://goo.gl/C2V9Gh http://goo.gl/Qqwqls

 

[1] L'insieme dei trattati relativi a una data disciplina, anche relativamente a una sola epoca…

Salvatore Pipero
Salvatore Pipero

Un processo formativo non casuale, veniva accompagnato dalla strada, quasi unico indirizzo per quei tempi dell’immediato dopo guerra; era la strada adibita ai giochi, che diventava con il formarsi, anche contributo e stimolo alla crescita: “Farai strada nella vita”, era solito sentir dire ad ogni buona azione completata.  Era l’inizio degli anni cinquanta del ‘900, finita la terza media a tredici anni lasciavo la Sicilia per il “continente”: lascio la strada per l’”autostrada” percorrendola a tappe fino ai ventitre anni. Alterne venture mi portano al primo impiego in una Compagnie Italiane di Montaggi Industriali.



Autodidatta, in mancanza di studi regolari cerco di ampliare la cultura necessaria: “Farai strada nella vita” mi riecheggia alle orecchie, mentre alle buone azioni si aggiungono le “buone pratiche”.  Nello svolgimento della gestione di cantieri, prevalentemente con una delle più importanti Compagnie Italiane di Montaggi Industriali, ho potuto valutare accuratamente l’importanza di valorizzare ed organizzare il patrimonio di conoscenze ed esperienze, cioè il valore del capitale intellettuale dell’azienda.



Una conduzione con cura di tutte le fasi di pianificazione, controllo ed esecuzione in cantiere, richiede particolare importanza al rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e sulla corretta esecuzione delle opere seguendo le normative del caso. L’opportunità di aver potuto operare per committenti prestigiosi a livello mondiale nel campo della siderurgia dell’energia e della petrolchimica ha consentito la sintesi del miglior sviluppo tecnico/operativo. Il sapere di “milioni di intelligenze umane” è sempre al lavoro, si smaterializza passando dal testo stampato alla rete, si amplifica per la sua caratteristica di editabilità, si distribuisce di computer in computer attraverso le fibre.



Trovo tutto sommato interessante ed in un certo qual modo distensivo adoprarmi e, per quanto possibile, essere tra coloro i quali mostrano ottimismo nel sostenere che impareremo a costruire una conoscenza nuova, non totalitaria, dove la libertà di navigazione, di scrittura, di lettura e di selezione dell’individuo o del piccolo gruppo sarà fondamenta della conoscenza, dove per creare un nostro punto di vista, un nostro sapere, avremo bisogno inevitabilmente della conoscenza dell’altro, dove il singolo sarà liberamente e consapevolmente parte di un tutto.